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Gli organizzatori: costretti a rivendicare la nostra esistenza

Gli organizzatori: costretti a rivendicare la nostra esistenza

CAGLIARI. Un colorato momento di festa, ma anche un’occasione di rivendicazione politica. Così descrive il corteo il coordinamento che ha organizzato il Sardegna Pride. «Da 49 anni in tutto il mondo...

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CAGLIARI. Un colorato momento di festa, ma anche un’occasione di rivendicazione politica. Così descrive il corteo il coordinamento che ha organizzato il Sardegna Pride. «Da 49 anni in tutto il mondo si celebra la prima ribellione contro la polizia avvenuta nello storico locale Stonewall Inn di New York – dice il coordinamento – Al grido di “Esistiamo, resistiamo” il movimento Lgbt e queer della Sardegna ha voluto rimarcare la propria esistenza, e il diritto a una libera affermazione della propria soggettività in tutti contesti, lavoro, famiglia, scuola e in tutti luoghi laddove esistano ostacoli alla propria autodeterminazione. Le tematiche di genere sono scomparse dall’agenda politica durante la passata campagna elettorale, ma mai avremmo pensato che nel governo cosiddetto del cambiamento il ministro della famiglia Lorenzo Fontana ci facesse persino tornare indietro, imponendo il modello (presunto) tradizionale di famiglia su tutte le altre forme di relazioni significative fra le persone. Scomparire completamente dal dibattito pubblico e ritornarci come persone oggetto di discriminazione e sberleffo, da parte di esponenti pubblici e politici – conclude – comporta sia la messa in discussione dei diritti, sia la creazione di un terreno fertile per razzismo, sessismo e omofobia».

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