Antonello, il cameriere rock: «La musica è la mia passione»
Sassarese doc, 25 anni, ha incantato il pubblico al concorso musicale Art Wars. «Per ora tengo stretto il mio lavoro, ma continuo a inseguire il mio sogno»
SASSARI. Antonello Carboni ha 25 anni, da circa 10 fa il cameriere, oggi lavora da Bakkus, ha una moglie, 2 bambini piccoli e il piano lo suona da Dio. C’era anche la sua famiglia sotto il palco di piazza Santa Caterina quando lui, pur arrivando secondo a pari merito nel contest musicale organizzato da Informa Giovani nel corso dell’evento Art Wars, ha ricevuto in premio la registrazione di un brano e lo sviluppo di un book fotografico messo in palio dall’associazione Mercati Civici Musicali.
«Ho iniziato a 8 anni, perché suonare mi faceva stare bene. Mi fa stare bene. Sin da piccolo ho avuto a che fare con spartiti e strumenti musicali, poi ho scelto di studiare il pianoforte che è quello che più mi rappresenta. La passione è forte, ma a volte devo metterla da parte. Il presente sono i miei due figli: ogni sacrificio fatto da me e mia moglie, anche noi giovanissimi, è ripagato dai loro gesti più semplici, dal loro amore. Sono tutto quello che ho di prezioso». Parole di padre, che ha l’occhio lucido mentre li guarda ed è felice perché la sua famiglia lo ha visto coronare – ancora una volta – il suo piccolo grande sogno: potrà suonare le sue composizioni e imprimere a chiare note in una traccia la sua musica. «Conciliare la vita di padre con la professione e il palco non è facile, ci provo con tutto me stesso ma quando per destino o per fortuna le cose coincidono, per me è come vivere momenti di pura gioia».
Per fare musica, sin dall’adolescenza, Antonello passava il weekend a lavorare fra bar e ristoranti della zona: «Con i soldi guadagnati e risparmiati in quegli anni, sono riuscito a costruire un piccolo home studio dove suono e registro i miei pezzi». Pezzi da far conoscere e ascoltare a platee sempre più ampie, anche grazie al lavoro: «Ho preso il diploma all’Alberghiero. In inverno lavoravo in città e nel frattempo mi impegnavo a comporre ciò che nelle stagioni estive, cambiando spesso città, portavo con me: ogni occasione era buona per farmi sentire da persone diverse. Devo dire che in tanti mi hanno apprezzato ed è la soddisfazione più grande. A un certo punto mi sono fermato a Torino, città che tante volte ha prestato orecchio e attenzione a quel che avevo da raccontare. Per quasi quattro anni sono rimasto in Piemonte, per due ho convissuto con la mia ragazza e al termine del secondo siamo diventati tre: è nato Giorgio. A quel punto siamo tornati a Sassari, ci siamo sposati e con l'arrivo della piccola Antonella siamo diventati quattro».
Le cose cambiano, il tempo per suonare è sempre meno, c'è da lavorare e quel che resta del giorno Antonello lo trascorre a godere dell’affetto della sua famiglia. Ma attenzione, perché la situazione non scoraggia chi ha i Dream Theater come icona ( «Ad oggi indiscutibilmente il mio gruppo preferito» ) e ha il pentagramma scolpito a note di fuoco nel Dna. Quando si siede al piano le casse esplodono di avvolgenti suoni che ricordano i grandi artisti del piano solo. Suggestioni che rimandano a Cloud Atlas a Sunshine, pellicole hollywoodiane dalle grandi colonne sonore, e che intanto sfiorano un’anima appassionata e passionale tendente al metal ma maledettamente melodica. Sperimentare è un obbligo, quasi un dovere: «Una delle prime cose che ho fatto è riproporre una canzone dei Nomadi – Ho difeso il mio amore – arrangiandola in ogni sua partitura e suonandola in chiave rock progressive».
Nel 2013 arriva il primo lavoro solista (“Edoras”), mentre nel cassetto conserva ancora due interi album rock metal progressive che di “Edoras” sarebbero dovuti essere il seguito. È l'etichetta torinese Mdk Record a catapultarlo nel mondo delle colonne sonore: le suona al pianoforte, avverte il sostegno di chi crede in lui e nel suo progetto. Con la stessa intensità compone per Neja la melodia del brano “Brother” – poi uscito anche in una versione dance – e veste di musica “Anima pura”, canzone scritta da PL Esposito, cuoco del ristorante per cui attualmente lavora. “Anima Pura” la canta lui, e con la sua band si cimenta pure con la batteria. Suona il piano sul palco piemontese dell’Holy Fusion, al Folk Festival del PalaVela e al Reset Festival. Sassari lo scopre in occasione del contest Polissound 2011 – arriva terzo – mentre partecipa a entrambe le ultime due edizioni di Art Wars: «Ho già un lavoro, me lo tengo stretto ma vorrei tanto che la passione un giorno diventasse professione: il sogno nel cassetto è vivere di musica. Mi piacerebbe, ma non metterei mai in discussione la mia vita, la mia famiglia».
Testa sulle spalle e coraggio da vendere Antonello Carboni, che intanto su spartito trasforma i Nirvana in un valzer da camera: «Un rischio enorme. Chiunque prova a rimodellare i capolavori dei più grandi danza sulla lama. Loro sono stati una parte importante dei miei ascolti. Mi sono ritrovato al pianoforte, non potevo riprodurre quel che vibrava fra le tracce di Nevermind, ed ho tirato fuori un valzer che può anche non piacere ai puristi ma..». Ha un lavoro, ha una famiglia, suona ciò che ama e ha la carta di identità per continuare a sognare in grande. Cos’altro chiedere? «Cosa vorrei? Una Sassari con più eventi e più punti di ritrovo per i giovani: fra musica, fotografia, disegno e arte in generale tutti noi artisti troveremmo un pizzico di visibilità in più contribuendo ad animare gli spazi della nostra città».
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