L’isola contro lo Stato: stop ai tagli
Nel 2009 Comuni e Province sarde ricevevano 410 milioni, nel 2015 appena 51
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CAGLIARI. L’isola pronta a una mobilitazione generale contro i tagli dello Stato. Una protesta che dovrà coinvolgere Regione, sindaci e amministratori di tutti i colori politici. Le commissioni Bilancio ed Enti locali hanno iniziato ieri il ciclo di audizioni sul tema dei rapporti economici e finanziari tra lo Stato e la Regione in materia di finanza locale. I primi a intervenire nei parlamentini presieduti r da Franco Sabatini, Pd, e Francesco Agus, Campo progressista, sono stati i presidenti di Anci, Emiliano Deiana, e Cal, Andrea Soddu, seguiti dagli assessori Cristiano Erriu Raffaele Paci. Al centro del confronto l’idea della cosiddetta regionalizzazione della finanza locale alla luce dei tagli che hanno colpito i Comuni e le Province, oltreché la Regione. Sabatini e Agus hanno ribadito la volontà di procedere unitariamente nel confronto col Governo («serve il contributo e il sostegno di tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione») con una mobilitazione straordinaria che coinvolga l’intera isola. I dati suii rapporti economici tra Regione e Stato sono stati forniti da Erriu e dicono che a fronte dei 410 milioni che lo Stato italiano, nel 2009, trasferiva ai Comuni e alle Province sarde si è arrivati ai 51 milioni trasferiti nel 2015. In termini percentuali il trasferimento statale, nel 2009, aveva una incidenza, sul complesso delle risorse a disposizione degli enti locali sardi, del 33,8% mentre nel 2015 il peso si è ridotto fino ad arrivare al 5.7. «Questa politica dei tagli ormai non più accettabile», ha detto Sabatini.
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