tagli ai comuni
Fenu, M5s: la Regione arriva tardi
Il senatore: parla solo ora. Critico anche Dedoni dei Riformatori
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CAGLIARI. La Regione s’è svegliata ora, ma negli ultimi dieci anni è rimasta in silenzio. È questo il commento del senatore Emiliano Fenu del Movimento Cinque stelle alla mobilitazione annunciata dal Consiglio regionale per i continui tagli nei trasferimenti dallo Stato ai Comuni e alle Province.
«Di recente – scrive – il centrosinistra al governo della Sardegna s’è svegliato, ma appare poco credibile visto che è un risveglio di questi giorni, quando a Roma non siedono più gli amici di un tempo. Quindi, solo ora alcuni parlano liberamente, mentre prima hanno preferito tacere. A questo punto la mobilitazione straordinaria richiesta appare fuori tempo massimo e troppo prossima alle elezioni regionali per non ingenerare sospetti».
Per poi affondare i colpi: «Purtroppo le ultime amministrazioni regionali di centrosinistra e centrodestra si sono dimostrate finora complici passive delle scelte effettuate dai governi nazionali, sostenuti dallo lo stesa parte politica».
Pur dichiarando la sua disponibilità al confronto sollecitato dai presidenti delle commissioni bilancio e riforme del Consiglio regionale, Franco Sabatini e Francesco Agus, il senatore Fenu scrive: «Comunque e prima di tutto la Regione dovrebbe aiutare i Comuni in difficoltà finanziaria, che sono gravati di debiti di vecchia data».
Sul tema dei trasferimenti dimezzati c’è da registrare anche il commento di Attilio Dedoni, capogruppo dei Riformatori in Consiglio regionale. «Con l’approssimarsi delle elezioni regionali – scrive – più di un esponente del centrosinistra comincia a recuperare il senno dopo aver avallato per quattro anni le disastrose scelte del presidente Pigliaru e soprattutto dell’assessore al bilancio, Raffaele Paci, che hanno preferito sempre tenere un profilo basso con lo Stato invece di pretendere quanto e veniva di volta in volta negato e tolto alla Sardegna».
Per Dedoni «meglio tardi che mai, il risveglio del centrosinistra, con la speranza che stavolta sia l’intero Consiglio regionale a scendere in campo e con l’intento di rimediare ai troppi errori commessi dall’ultima giunta di centrosinistra».
«Di recente – scrive – il centrosinistra al governo della Sardegna s’è svegliato, ma appare poco credibile visto che è un risveglio di questi giorni, quando a Roma non siedono più gli amici di un tempo. Quindi, solo ora alcuni parlano liberamente, mentre prima hanno preferito tacere. A questo punto la mobilitazione straordinaria richiesta appare fuori tempo massimo e troppo prossima alle elezioni regionali per non ingenerare sospetti».
Per poi affondare i colpi: «Purtroppo le ultime amministrazioni regionali di centrosinistra e centrodestra si sono dimostrate finora complici passive delle scelte effettuate dai governi nazionali, sostenuti dallo lo stesa parte politica».
Pur dichiarando la sua disponibilità al confronto sollecitato dai presidenti delle commissioni bilancio e riforme del Consiglio regionale, Franco Sabatini e Francesco Agus, il senatore Fenu scrive: «Comunque e prima di tutto la Regione dovrebbe aiutare i Comuni in difficoltà finanziaria, che sono gravati di debiti di vecchia data».
Sul tema dei trasferimenti dimezzati c’è da registrare anche il commento di Attilio Dedoni, capogruppo dei Riformatori in Consiglio regionale. «Con l’approssimarsi delle elezioni regionali – scrive – più di un esponente del centrosinistra comincia a recuperare il senno dopo aver avallato per quattro anni le disastrose scelte del presidente Pigliaru e soprattutto dell’assessore al bilancio, Raffaele Paci, che hanno preferito sempre tenere un profilo basso con lo Stato invece di pretendere quanto e veniva di volta in volta negato e tolto alla Sardegna».
Per Dedoni «meglio tardi che mai, il risveglio del centrosinistra, con la speranza che stavolta sia l’intero Consiglio regionale a scendere in campo e con l’intento di rimediare ai troppi errori commessi dall’ultima giunta di centrosinistra».
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