Licheri: no al Ceta, nessun danno al pecorino
Il senatore dei 5 Stelle difende la scelta del governo di non ratificare l’accordo con il Canada
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SASSARI. «La bocciatura del Ceta non avrà conseguenze negative per i prodotti alimentari sardi». La rassicurazione arriva dal senatore del Movimento 5 stelle Ettore Licheri, presidente della Commissione Politiche Ue. «Il M5s lo ha già detto in passato e lo ribadisce oggi ancora più fermamente. Siamo contrari al Ceta, un grande accordo commerciale di libero scambio tra Unione europea e Canada che presenta un prezzo da pagare troppo alto – spiega –. Il pericolo è che aumenteranno le importazioni di prodotti canadesi, come il grano duro di pessima qualità e trattato in preraccolta con glifosato o la carne ottenuta in allevamenti con norme di qualità di produzione e di tutela del benessere animale molto inferiori a quelle europee. Tutto questo, oltre a mettere a rischio la salute dei consumatori, provocherà la crisi delle piccole aziende italiane, che rappresentano la spina dorsale del sistema produttivo agricolo. Il nostro è un no alla concorrenza sleale delle multinazionali della produzione agroalimentare». Secondo Licheri il rischio non è legato solo alle importazioni di prodotti scadenti perché delle 294 denominazioni Made in Italy registrate, nel Ceta ne risultano protette appena 41. «Un numero così esiguo va di fatto a legittimare la pirateria alimentare a vantaggio di prodotti che sono solamente pessime imitazioni degli originali. Ma non solo, si tratta di una tutela parziale perché continueranno a essere consentite le volgarizzazioni di prodotti tipici – aggiunge il presidente della commissione parlamentare –. Per le dop del pecorino romano e del pecorino sardo, che costituiscono il nucleo delle esportazioni agroalimentari della Sardegna nel nord America, non c’è in ogni caso alcun pericolo derivante dalla mancata ratifica del Ceta da parte italiana. Dobbiamo invece trovare una soluzione più efficace nella tutela delle produzioni protette. E su questo garantiamo il nostro impegno per il prossimo futuro. La Sardegna si tutela difendendo la qualità, non i maxiaccordi multinazionali», conclude il senatore Licheri.
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