Spara alla moglie e tenta il suicidio
Parma, il protagonista è un 66enne cagliaritano da tempo residente in Emilia
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PARMA. Ha cercato di uccidere la moglie dopo un litigio sparandole un colpo a bruciapelo, poi si è nascosto sul tetto di una cascina da dove è precipitato dopo essere scivolato e dopo aver minacciato il suicidio bevendo un liquido detergente. Nonostante la caduta, da un’altezza di circa 8 metri, il cagliaritano Carlo Pibiri, 66enne residente a Parma da anni, è sopravvissuto ed è ricoverato in gravi condizioni nel reparto rianimazione dell’ospedale Maggiore di Parma, dove è piantonato dai carabinieri. Per fortuna la moglie, Annamaria Parmeggiani, non sarebbe in pericolo di vita e ha subito un intervento chirurgico per la ricostruzione della mascella.
Secondo le ricostruzioni della polizia sarebbe stata una discussione con la moglie, avvenuta domenica poco dopo le 5 del mattino, a scatenare la rabbia di Carlo Pibiri che avrebbe inseguito la moglie fin dentro la camera da letto della figlia, dove avrebbe fatto fuoco con una pistola, con la matricola abrasa, colpendo la moglie alla mascella. L’uomo aveva intenzione di uccidere la compagna e solo l’intervento dei due figlio avrebbe evitato il dramma. Dopo una colluttazione nel corridoio, i giovani avrebbero disarmato il padre a cui sarebbe però partito un altro colpo, fortunatamente diretto verso il soffitto dell’abitazione. L’intervento dei figli non è stato sufficiente a cancellare il raptus omicida del 66enne che, infatti, sarebbe ritornato alla carica, questa volta armato di un forcone. Anche in questo caso Carlo Pibiri è stato disarmato dai figli mentre ormai la figlia aveva allertato la polizia. L’uomo si è accorto dell’arrivo delle forze dell’ordine ma non si è dato per vinto e si è barricato in una cascina che fa parte dell’azienda agricola in cui vive con la famiglia. Dopo l’arrivo dei poliziotti, che hanno permesso il soccorso alla donna che è stata accompagnata in ospedale, l’agricoltore di Cagliari ha tentato di resistere rifugiandosi sul tetto del casolare, da cui ha minacciato il suicidio bevendo detersivo e annunciando l’intenzione di gettarsi di sotto. Per evitare un epilogo tragico i poliziotti hanno fatto irruzione nella cascina per provare a fermare l’uomo che, forse per provare a sfuggire all’arresto, ha cercato di raggiungere la parte più alta del tetto ma è scivolato ed è precitato per circa otto metri finendo in un balcone dove è stato raggiunto dagli agenti che si sono subito resi contro delle condizioni disperare del 66enne e hanno allertato i medici del 118.
Secondo le ricostruzioni della polizia sarebbe stata una discussione con la moglie, avvenuta domenica poco dopo le 5 del mattino, a scatenare la rabbia di Carlo Pibiri che avrebbe inseguito la moglie fin dentro la camera da letto della figlia, dove avrebbe fatto fuoco con una pistola, con la matricola abrasa, colpendo la moglie alla mascella. L’uomo aveva intenzione di uccidere la compagna e solo l’intervento dei due figlio avrebbe evitato il dramma. Dopo una colluttazione nel corridoio, i giovani avrebbero disarmato il padre a cui sarebbe però partito un altro colpo, fortunatamente diretto verso il soffitto dell’abitazione. L’intervento dei figli non è stato sufficiente a cancellare il raptus omicida del 66enne che, infatti, sarebbe ritornato alla carica, questa volta armato di un forcone. Anche in questo caso Carlo Pibiri è stato disarmato dai figli mentre ormai la figlia aveva allertato la polizia. L’uomo si è accorto dell’arrivo delle forze dell’ordine ma non si è dato per vinto e si è barricato in una cascina che fa parte dell’azienda agricola in cui vive con la famiglia. Dopo l’arrivo dei poliziotti, che hanno permesso il soccorso alla donna che è stata accompagnata in ospedale, l’agricoltore di Cagliari ha tentato di resistere rifugiandosi sul tetto del casolare, da cui ha minacciato il suicidio bevendo detersivo e annunciando l’intenzione di gettarsi di sotto. Per evitare un epilogo tragico i poliziotti hanno fatto irruzione nella cascina per provare a fermare l’uomo che, forse per provare a sfuggire all’arresto, ha cercato di raggiungere la parte più alta del tetto ma è scivolato ed è precitato per circa otto metri finendo in un balcone dove è stato raggiunto dagli agenti che si sono subito resi contro delle condizioni disperare del 66enne e hanno allertato i medici del 118.
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