disegno di legge
Un marchio per le birre artigianali
In commissione l’audizione dell’organizzatore di Bosa beer festival
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CAGLIARI. L’obiettivo è arrivare a una legge che tuteli la produzione delle birre artigianali sarde, un settore in forte crescita che fattura oltre 10 milioni di euro. Due le proposte di legge, una presentata dai Riformatori sardi (primo firmatario Luigi Crisponi), l’altra dal Partito Democratico (primo firmatario Luigi Lotto).
Ieri nella commissione attività produttive c’è stata l’audizione di Sardinia 4 all, l’associazione che organizza i più importanti eventi di settore nell’isola. A rappresentare il sodalizio Giampiero Carta, uno degli organizzatori del Bosa beer festival, un evento da 2,5 milioni di euro di fatturato che fa registrare ogni estate il sold out nelle strutture turistiche della Planargia. Per Carta «è positivo che la Regione voglia legiferare in questo mercato giovane, che da solo vale il 3% del mercato della birra sarda ma che presto, nel giro di pochi anni, potrebbe addirittura arrivare alla doppia cifra». Carta ha consegnato alla commissione una serie di osservazioni sui testi di legge in esame, in particolare sulla necessità di individuare un marchio di qualità che contraddistingua la birra prodotta nell’isola. «Potrebbe essere “Fattu in Sardigna”», ha suggerito Carta. E ha aggiunto: «È necessaria una regolamentazione per distinguere la birra artigianale da quella industriale, e questo a tutela del consumatore».
«I lavori della commissione vanno avanti spediti – ha commentato il presidente Luigi Lotto – Sono sicuro che dopo l’estate arriveremo a un testo di sintesi condiviso da tutta la commissione».
Ieri nella commissione attività produttive c’è stata l’audizione di Sardinia 4 all, l’associazione che organizza i più importanti eventi di settore nell’isola. A rappresentare il sodalizio Giampiero Carta, uno degli organizzatori del Bosa beer festival, un evento da 2,5 milioni di euro di fatturato che fa registrare ogni estate il sold out nelle strutture turistiche della Planargia. Per Carta «è positivo che la Regione voglia legiferare in questo mercato giovane, che da solo vale il 3% del mercato della birra sarda ma che presto, nel giro di pochi anni, potrebbe addirittura arrivare alla doppia cifra». Carta ha consegnato alla commissione una serie di osservazioni sui testi di legge in esame, in particolare sulla necessità di individuare un marchio di qualità che contraddistingua la birra prodotta nell’isola. «Potrebbe essere “Fattu in Sardigna”», ha suggerito Carta. E ha aggiunto: «È necessaria una regolamentazione per distinguere la birra artigianale da quella industriale, e questo a tutela del consumatore».
«I lavori della commissione vanno avanti spediti – ha commentato il presidente Luigi Lotto – Sono sicuro che dopo l’estate arriveremo a un testo di sintesi condiviso da tutta la commissione».
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