Autotrasporto in crisi: il ko dei “padroncini”
Bilancio pesante per il settore: in otto anni sono scomparse 647 aziende Mellino: «Colpa della concorrenza, dell’aumento delle tasse e della burocrazia»
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CAGLIARI. È pesantissimo il bilancio degli ultimi otto anni per il sistema dell’autotrasporto in Sardegna. Nell’isola, negli ultimi otto anni, sono scomparse 647 aziende. Centinaia di imprese individuali chiuse che stanno segnando l’indebolimento del mondo dei “padroncini”. Oggi sono 2.476 le imprese di autotrasporto nell’isola, di cui 1.647 artigiane: nel 2016 hanno veicolato oltre 14 milioni di tonnellate di merci. Notizie positive, al contrario, arrivano dalle merci movimentate. Dopo la «voragine» che tra il 2010 e il 2014 ha cancellato il 33,9% delle tonnellate veicolate, nell’ultimo anno (tra 2016 e il 2017) le rinfuse solide trasportate sono aumentate del 20% e quelle liquide del 4,1%. Buone notizie anche sul fronte dei «ritorni a vuoto», ovvero il numero dei mezzi che arrivano carichi in Sardegna e ripartono scarichi di merce prodotta o lavorata nell’isola da distribuire nel resto d’Italia o all’estero. Nel 2016 questa percentuale era del 33% mentre nel 2017 è scesa al 23%, segno evidente di un flusso più consistente di beni «sardi» che varcano il mare verso altri mercati. Trend positivo anche per quanto riguarda gli automezzi (esclusi container) che hanno varcato il mare sulle navi Ro-Ro: +1% tra il 2013 e il 2014, +2.62% tra il 2014 e 2015, +5.48% tra il 2015 e il 2016, +2.97% tra il 2016 e il 2017. Sono questi i numeri chiave della crisi del trasporto merci su strada nell’isola, descritti nel dossier «Tendenze dell’autotrasporto merci nell'estate 2018 in Sardegna», realizzato dall’osservatorio per le Pmi di Confartigianato Imprese Sardegna, sui dati Istat dal 2009 al 2017.
«Se l’edilizia soffre, l’autotrasporto è in pessima salute – commenta Giovanni Antonio Mellino, presidente di Confartigianato Trasporti Sardegna – Il comparto ha prima subìto il dimezzamento del volume d’affari a causa della crisi generalizzata, poi ha sofferto per la conseguente drastica riduzione delle imprese di trasporto locali e, per finire, ha visto l’arrivo, sul mercato regionale, delle grandi compagnie nazionali ed europee che poco lasciano sul territorio. A ciò bisogna aggiungere l’incremento delle tasse e della burocrazia. Nell’ultimo anno – conclude Mellino – i costi sono cresciuti di 4mila euro per ogni veicolo circolante».
«Se l’edilizia soffre, l’autotrasporto è in pessima salute – commenta Giovanni Antonio Mellino, presidente di Confartigianato Trasporti Sardegna – Il comparto ha prima subìto il dimezzamento del volume d’affari a causa della crisi generalizzata, poi ha sofferto per la conseguente drastica riduzione delle imprese di trasporto locali e, per finire, ha visto l’arrivo, sul mercato regionale, delle grandi compagnie nazionali ed europee che poco lasciano sul territorio. A ciò bisogna aggiungere l’incremento delle tasse e della burocrazia. Nell’ultimo anno – conclude Mellino – i costi sono cresciuti di 4mila euro per ogni veicolo circolante».
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