La Nuova Sardegna

La natura sarda è una ricchezza per il turismo

Antonio Canu
La natura sarda è una ricchezza per il turismo

Abbiamo un patrimonio unico ma è troppo timido l'approccio istituzionale a realizzare parchi e riserve naturali, anche dove il terreno sociale è fertile

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C'era anche un probabile progenitore delle attuali giraffe, che viveva in Sardegna. Non proprio ieri, ma nel Miocene inferiore. Si chiama Sardomeryx oschiriensis, ed era una specie endemica dell'isola. Si tratta del più antico ruminante insulare al mondo di cui si ha conoscenza. Sembra che non fosse molto grande e non avesse il collo lungo. Aveva invece le dimensioni di una pecora ed era sprovvisto di corna. Nelle terre sarde viveva anche un mammut. Non gigantesco come quelli che abbiamo conosciuto studiando la vita sulla Terra, piuttosto una variante in miniatura. Non più alto di un metro e mezzo. Come ci sia arrivato e le varie tappe di adattamento al nuovo ambiente, che ha portato, tra l'altro, alla riduzione delle dimensioni, in base al cosiddetto "nanismo insulare", è ancora motivo di studio.

Erano tempi, quelli, dove l'isola dava ospitalità anche ad altra fauna, poi scomparsa per il progressivo cambiamento degli habitat e l'arrivo dell'uomo. Tra questi un canide di media taglia, lontre, piccoli roditori, insettivori e anche il più recente e anche più noto prolago sardo, un piccolo coniglio dalle orecchie corte, quasi privo di coda e grande poco più di un ratto. Seppure non manca la suggestione che qualche nucleo sia sopravvissuto in epoche storiche - si narra nell'isola di Tavolara - il prolago si è estinto molto tempo prima, quando era fonte di cibo dell'uomo neolitico sardo-corso. Questo un breve accenno ad alcuni protagonisti del passato.

Dei giorni nostri sono invece nuove scoperte. Come quella del ragno dei nuraghi, un ragno botola, parente delle migali, quelle che comunemente e non sempre correttamente vengono chiamate tarantole, esclusivo dell'isola. Un animale di discrete dimensioni, visto che misura, zampe escluse, due centimetri e mezzo. O, qualche anno prima, dell'orecchione sardo, l'unico mammifero endemico dell'isola e anche l'unico pipistrello endemico d'Italia. Questo per ricordare che la Sardegna è per sua natura, morfologia e storia, ricca di endemismi. Per esempio, ci sono 187 specie e sottospecie vegetali che vivono solo qui. Questo per ribadire che la Sardegna è davvero una terra speciale. Che non è solo il mare di questi giorni. Che non è solo pascoli e foreste residue. È piuttosto un forziere di biodiversità e paesaggi, con storie affascinanti alle spalle e possibili - e auspicabili - nuove storie per il futuro. Ci sono specie simbolo come il cervo sardo o il muflone e per le piante, tra le tante, i ribes e le aquilegie, ma ci sono anche tante presenze meno conosciute e altre da scoprire.

Ora tutta questa ricchezza, ha un valore. Nella sua complessità, perché rappresenta un patrimonio unico. Nel suo ruolo, naturale, perché parte di ecosistemi che svolgono servizi importanti per tutti. Dal punto di vista culturale, perché rappresentativa di un'isola, già abbondante di storia, eventi, passaggi. Dal punto di vista sociale, perché è una risorsa, che va tutelata e nel farlo, può essere un'opportunità anche dal punto di vista economico. È evidente che al di là del fascino e anche del piacere di poter raccontare una Sardegna ancora più ricca - dal punto di vista naturale e storico - di quella che già si conosce, occorra fare qualche passo in più. Non sarà mai abbastanza ricordare, per esempio, che una rete di aree protette che protegga una percentuale commisurata alle necessità ambientali e paesaggistiche dell'isola, serve e anche con urgenza. Che è troppo timido l'approccio istituzionale a realizzare parchi e riserve naturali, anche dove il terreno sociale è fertile. Che un atteggiamento così dilatato nel tempo, provoca sospetti, delusioni, dubbi, anche in chi attende un modello di gestione - e di sviluppo - alternativo a quelli che fino ad oggi non hanno funzionato.

Ci sono aree naturali in Sardegna che potrebbero essere di forte richiamo a un turismo naturalistico in forte crescita - è la categoria in maggiore ascesa rispetto al dato generale - e che non desidera altro che conoscere luoghi ancora sani, stimolanti, veri. Come quelli sardi.

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