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Lamas: no alla legge urbanistica, meglio estendere il Ppr

CAGLIARI. Chi, nel 2006, il Piano Paesaggistico regionale l’ha scritto – è Gian Valerio Sanna, ex assessore all’urbanistica della giunta Soru – sulla prossima legge destinata a “governare il...

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CAGLIARI. Chi, nel 2006, il Piano Paesaggistico regionale l’ha scritto – è Gian Valerio Sanna, ex assessore all’urbanistica della giunta Soru – sulla prossima legge destinata a “governare il territorio” ha un giudizio secco: «È solo mercantile. Baratta metri cubi e metri quadri con un’ipotesi di sviluppo indefinita dall’inizio alla fine». Chi da magistrato amministrativo, prima della pensione, s’è occupato spesso di urbanistica – Paolo Numerico, ex presidente del Tar – è anche lui perentorio nel definire il disegno di legge licenziato dalla Giunta e all’esame della commissione del Consiglio: «Incostituzionale. Va oltre le competenze della Regione ed è zeppo di contraddizioni». Nessuno dell’affollato gruppo di lavoro «Materiali per un’urbanistica sostenibile», ispirato dal sito www.sardegnasoprattutto.it e dall’associazione Lamas, negli oltre cento articoli della bozza vede qualcosa di buono. Neanche dopo le correzioni che, con molta fatica, la maggioranza di centrosinistra è riuscita a mettere assieme, stringendo ancor di più le maglie prima che possano essere concessi i contestati bonus volumetrici. Per Maria Antonietta Mongiu, coordinatrice e portavoce del gruppo, «Non è vero che la Sardegna vuole questa legge fatta così male e molto brutta. Nessuno vuole che ritornino in pista le betoniere nei 300 metri dal mare. La Regione deve rendersi conto che non può andare contro il buon senso. Neanche contro un’opinione pubblica che non vuole altro cemento e rifiuta il vecchio concetto di una Sardegna spaccata in due fra coste e zone interne». In 10 domande, rivolte alla giunta Pigliaru, c’è scritto il perché di questo No scolpito sulla roccia. La sintesi potrebbe essere questa: «Da una parte il disegno di legge regala aumenti volumetrici e concentra i turisti sulle spiagge solo per far numero. Dall’altra dissemina nelle campagne migliaia di casette artificiali. Sono due scelte – è stato detto – frutto di compromessi inaccettabili e illegittimi». La proposta del gruppo è un’altra: «Perfezionare il Piano paesaggistico, estendendolo subito a tutta la Sardegna. Per riscoprire così il valore più profondo e autentico dell’ambiente, puntando a uno sviluppo concreto, diffuso e non ipotetico. Non vogliamo certo che la Sardegna diventi una regione museo, intoccabile, ma i progetti devono essere ragionati, verificati, mentre nella bozza della Giunta è stata scelta la scorciatoia sbrigativa delle deroghe». Per poi rimettere sotto accusa la legge: «È vero che anche il Ppr prevedeva un 25 per cento di premio, ma solo per migliorare i servizi generali, non certo costruire camere d’albergo nei 300 metri dal mare», ha sottolineato l’ex assessore Gian Valerio Sanna, ricordando che «invece nell’ultima stesura della legge c’è scritto solo “ove possibile le nuove volumetrie dovranno essere oltre i 300 metri, e quindi gli albergatori diranno che potranno realizzarle solo dentro la fascia protetta e quindi ci sarà un altro consumo smisurato di territorio che invece andrebbe salvaguardato sempre e comunque». L’ex magistrato Fiorella Pilato ha aggiunto: «Il disegno di legge è contro anche la Costituzione europea che recita: l’ambiente è un bene primario di tutti. Nessuno può stravolgerlo e offenderlo». (ua)

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