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Ricerca, via libera all’accordo Sotacarbo-Netl

Ricerca, via libera all’accordo Sotacarbo-Netl

Pigliaru: «Un riconoscimento per il centro di ricerca». Conrad: «Modello da esportare in Alaska» 

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CAGLIARI. Il meglio del meglio dell’America che si occupa di energia è sbarcata nel Sulcis. La National energy technology è un’istituzione statale negli Usa: 108 anni di attività, cinque centri ricerca, anche in Alaska, e un fatturato di oltre un miliardo l’anno garantito al Dipartimento federale. Come ha detto il direttore del Netl Regis Conard: «Noi siamo molto interessati alle ricerche effettuate con successo dalla Sotacarbo di Serbariu su come può essere catturata l’anidride carbonica o Co2, e rendere così il carbone più ecologico». Perché per gli americani il carbon fossile sarà per almeno un altro decennio «la principale fonte energetica». Certo, però dovrà produrre sempre meno emissioni, sono quelle micidiale che producono l’effetto serra, ed essere sempre più ecologico. Per questo l’ Netl ha siglato con Sotacarbo una collaborazione, durerà 5 anni, per la ricerca del miglior carbone possibile. Obiettivo su cui proprio la società, controllata dalla Regione e dall’Enea, da anni è all’avanguardia ,ha detto il presidente Alessandro Lanza. «È un accordo – ha sottolineato il governatore Francesco Pigliaru – che rappresenta nei fatti il più alto possibile riconoscimento internazionale per quello che è un eccellente Centro di ricerca nato e sviluppatosi in Sardegna». La Sotacarbo, tra l’altro, assumerà una trentina di neo laureti, la gran parte sono del Sulcis, per portare avanti l’intesa col gruppo americano. Dopo essere andati vicina, anni fa, a un «rapporto d’affari» con i cinesi, il Centro sembra aver trovato un partner perfetto. L’Netl è molto interessato ai brevetti della Sotacarbo, a cominciare da quelli capaci di «catturare il monossido di carbonio ancora prima della combustione». È un sistema, si chiama a membrane, che pressappoco funziona così: trasforma il carbone o altre biomasse in gas, poi separa, come se ci fosse un setaccio, la parte gassosa diciamo così buona da quella cattiva, fino a trasformare in ecologica una storica fonte energetica considerata da sempre inquinante. Non solo: anche gli scarti poi sono riutilizzati «È un modello – ha detto Conrad – che vorremmo sopratutto testare in una delle aree più delicate del mondo: l’Alaska».

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