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In Sardegna fronte comune contro i tagli dello Stato

Francesco Agus e Franco Sabatini
Francesco Agus e Franco Sabatini
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Francesco Agus e Franco Sabatini

I presidenti delle commissioni Riforme e Bilancio del Consiglio regionale il 30 luglio 2018 a Ghilarza s'incontrano con i sindaci dell'intera isola

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I Comuni della Sardegna hanno subito negli ultimi anni un taglio dei trasferimenti statali pari all'87,56%. Si è passati dai 410 milioni del 2009 ai 51 milioni del 2015. Anche le Province Sarde sono state drammaticamente depauperate dallo Stato. Il dato che si può leggere nel report Istat del 20 luglio 2018 è drammatico: il grado di dipendenza delle Province dallo Stato è di media in Italia del 10,5%, le amministrazioni provinciale con il grado più elevato sono quelle della Calabria pari al 28,2 %, il più basso è quello delle provincie sarde che è pari allo 0,9%. Sono numeri che da soli hanno la capacità di rendere immediatamente comprensibili le difficoltà, che gli amministratori locali da anni denunciano. E si coglie in tutta la sua devastante portata il grido d'allarme degli amministratori sulla impossibilità di dare risposte ai cittadini più bisognosi che si rivolgono all'istituzione dello Stato più vicina per chiedere sostegno e sul pericolo che l'impossibilità di garantire i servizi favoriscano l'abbandono e lo spopolamento.

Non si contano gli atti presentati su questi temi negli ultimi anni in Consiglio regionale così come numerose sono state le iniziative portate avanti dalla Giunta regionale, dai diversi gruppi consiliari e dai parlamentari sardi al fine di contrastare i tagli agli enti locali sardi. Ugualmente è avvenuto nella scorsa legislatura, anni in cui, tra l'altro, si sono avuti i tagli maggiori. A fronte di questi sforzi, ben poco è stato ottenuto. Molto spesso le giuste rivendicazioni della Regione sarda si sono arenate nei corridoi dei ministeri romani. Non è la prima volta che accade.

In altri momenti è capitato che la Sardegna abbia perso occasioni importanti per non essere riuscita, a differenza di altre regioni e province autonome, a creare un fronte comune.L'oggettiva gravità della situazione impone ragionamenti ampi e azioni non di parte. La stessa Anci ha sollevato più volte il problema mettendo in evidenza la gravità della situazione, e le ripercussioni sui problemi dei comuni sardi a partire da quello dello spopolamento. La realtà parla di un sistema che vede i nostri Enti Locali sopravvivere oramai solo ed esclusivamente per i trasferimenti della Regione attraverso il fondo unico per gli Enti Locali e alcune leggi di settore.

La Regione può fare di più? Certo, si può sempre fare meglio ma rimane il fatto che nel tempo, mentre lo Stato riduceva sempre più i trasferimenti a comuni e province, il Bilancio regionale ha lasciato inalterato il fondo unico nonostante la costante crescita degli accantonamenti (risorse della Sardegna che lo Stato si trattiene come contributo al risanamento del debito pubblico nazionale) che per l'anno 2018 equivale a 685 milioni di euro. Di fronte a questa situazione, le Commissioni prima (Autonomia) e terza (Bilancio) del Consiglio regionale hanno intrapreso l'iniziativa di coinvolgere tutti i soggetti interessati con l'obiettivo di creare un fronte ampio che abbia la forza di confrontarsi con il governo.

Il nostro tentativo è quello di mettere insieme forze politiche, Giunta, Consiglio, Parlamentari e forze sociali per contrastare la progressiva geometrica riduzione dei trasferimenti dallo Stato agli Enti locali che sta mettendo in ginocchio i Comuni e le Province della Sardegna. Sarà un percorso lungo, che con tutta probabilità travalicherà i limiti temporali di una legislatura, regionale e parlamentare, e anche per questo è necessario che ciascuno metta da parte le proprie appartenenze politiche. La rivendicazione per dare la possibilità alle nostre comunità di operare, di costruire una speranza per i propri cittadini non può essere la bandiera di una parte. Con questo spirito abbiamo proposto all'Anci e alle Province di collaborare, così come lo abbiamo chiesto ai parlamentari sardi.

Per costruire questo fronte comune, lunedì 30 luglio a Ghilarza ci incontreremo con i sindaci della Sardegna. Sarà un momento importante per condividere i contenuti di una vertenza che non è ,e non può essere, di nessuno in particolare, ma della Sardegna intera.

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