paesaggio e urbanistica
Leggina bocciata, Erriu: pronti alle modifiche
SASSARI. La bocciatura delle leggina sull’edilizia da parte della Corte Costituzionale non intralcerà il cammino della legge urbanistica regionale. Il testo, che a settembre – così ha garantito il...
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SASSARI. La bocciatura delle leggina sull’edilizia da parte della Corte Costituzionale non intralcerà il cammino della legge urbanistica regionale. Il testo, che a settembre – così ha garantito il governatore Pigliaru – approderà in consiglio regionale per l’approvazione dopo un lungo percorsi di confronto che ha portato anche ad alcune modifiche – non rischia di essere bloccato dai rilievi mossi dalla Consulta. L’assessore all’Urbanistica ed Enti locali Cristiano Erriu, padre di entrambe le leggi, non dice apertamente, perché «le sentenze si leggono attentamente e non si commentano. Semmai se ne traggono utili indicazioni che vanno tradotte in fatti e non travisate o sbandierate strumentalmente». La Consulta ha dato ragione al governo che circa un anno fa aveva impugnato la leggina omnibus, cosiddetta di manutenzione, con la quale venivano modificati sei vecchi provvedimenti legislativi ormai superati, a ritroso sino al 1985. Sulla vicenda era scoppiata una vivace politica tra la giunta regionale, in particolare lo stesso Erriu, il Mibact e la Soprintendenza regionale al Paesaggio. Secondo la Corte i rilievi mossi dal governo erano legittimi. La Consulta ha, infatti, dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 13, comma 1, sugli interventi nelle zone sottoposte a vincolo di integrale di conservazione, 29, comma 1, lettera a), sugli immobili incompatibili con i valori paesaggistici da rilocalizzare in altre aree non di pregio, e gli 37, 38 e 39 sugli usi civici. In via generale i giudici sostengono che il legislatore sardo «non può esercitare unilateralmente la propria competenza statutaria nella materia edilizia e urbanistica quando siano in gioco interessi generali. Sarebbe servita quindi una copianificazione con il ministero. L’assessore Erriu sottolinea che «le censure riguardano in prevalenza questioni di natura meramente procedurale: non vi è, nelle norme censurate, la volontà di ledere principi fondamentali - ambientali o paesaggistici che siano - e i vizi procedurali possono essere ricondotti nel giusto alveo, secondo le indicazioni della Corte». L'assessore conclude precisando che «il tema degli usi civici, in particolare, è oggetto di un progetto di ricerca che coinvolge le Università sarde, i Comuni maggiormente interessati, le organizzazioni portatrici di interessi collettivi. Saranno coinvolti, ovviamente, gli uffici del Mibact. Questo progetto ha l'obiettivo di pervenire a un nuovo assetto normativo, coerente con la giurisprudenza costituzionale e in linea con la recente legge dello Stato sui domini collettivi».
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