Pigliaru: «Il segretario Pd doveva essere di tutti»
Il governatore: in questa fase era necessario un nome meno legato alle correnti E su Abbanoa: il nostro è stato un ragionamento tecnico, quello dei Comuni no
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CAGLIARI. Il presidente della Regione Francesco Pigliaru, che è iscritto al Pd, ha consegnato a Facebook la spiegazione dettagliata del perché sabato scorso – come notato tra l’altro dall’eurodeputato Renato Soru – non fosse presente all’assemblea del partito in cui è stato eletto segretario Emanuele Cani.
La scelta. «Non ero presente – scrive il governatore – perché auspicavo una soluzione diversa da quella che c’è stata. In questa fase delicatissima, io ero per l’elezione di un segretario che fosse capace di raccogliere un consenso più ampio, meno legato a un accordo tra correnti». Va ricordato che Cani è stato indicato dal gruppo dei popolari-riformisti e sostenuto dai renziani e dagli ex Diesse, mentre i soriani non hanno partecipato al voto. Prosegue Pigliaru nello spiegare che lui avrebbe voluto un «segretario garante per tutti, non solo per chi si riconosce nelle aree, ma anche per i molti che non hanno altra appartenenza se non quella al Partito democratico». Questa era, o meglio è stata a suo tempo, la proposta del governatore per risolvere il nodo della segreteria dopo oltre un mese e mezzo di stallo, cominciato all’indomani delle dimissioni di Giuseppe Luigi Cucca, Ma è una proposta, quella di Pigliaru, che, senza nascondere una certa amarezza, lui stesso ammette: «È stata semplicemente ignorata».
L’oggi. Ora il segretario c’è ed è Emanuele Cani: «Spero – scrive Pigliaru – che il primo a mettere da parte l’appartenenza a una corrente, a dare l’esempio, sia proprio lui. Ora, tocca a Cani lavorare per un Pd più unito e più forte, intorno a una proposta politica che dev’essere profondamente rinnovata». Poi, anche in risposta a quanto dichiarato a caldo dal segretario, «Pigliaru sarà uno dei primi che incontrerò», il governatore scrive: «Buon lavoro ad Emanuele Cani, io farò la mia parte con il massimo spirito di collaborazione».
Caso Abbanoa. Con lo stesso post, Pigliaru ritorna anche sul caso della recente nomina dell’amministratore di Abbanoa, con i Comuni che hanno scelto Abramo Garau, mentre la Regione puntava su Andrea Bossola. «Mi basta ricordare – scrive il presidente – che la nostra proposta era puramente tecnica e riguardava una persona con un curriculum eccellente selezionato da una società specializzata». Quindi, «da parte nostra non c’è stato nessun ragionamento politico, perché in questo caso si parlava di un ruolo strettamente manageriale, che richiedeva e richiede alte competenze specifiche».
Diversità. «Altri – scrive il governatore, riferendosi ai Comuni – hanno fatto una scelta diversa basata su motivazioni lontane dalle nostre. Non l’abbiamo condivisa, ma la rispettiamo, nella chiarezza che ci obbliga però a sottolineare che i punti di vista che si sono confrontati sono stati profondamente diversi». Perché? Ecco la risposta di Pigliaru: «Forse a causa di un difetto di comunicazione, di un insufficiente dialogo tra Regione ed Enti locali. Forse». Quindi, da oggi in poi «ci parleremo ancor di più e capiremo». Anche sul caso Abbanoa per Pigliaru è però necessario che il Pd lo discuta anche al suo interno: «Come detto, su quella nomina si sono confrontati due punti di vista. Qual è quello giusto? Ecco perché anche di questo il Partito dovrà prendere posizione, a futura memoria, per ricostruire una visione riformista, seria, credibile. Senza ambiguità, nella massima chiarezza».
Buon lavoro. Come l’ha augurato al segretario del Pd, Francesco Pigliaru lo augura anche al neo amministratore unico di Abbanoa Abramo Garau, per poi aggiungere: «Non ci siamo e ci saremo, pronti a collaborazione per il bene della nostra regione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La scelta. «Non ero presente – scrive il governatore – perché auspicavo una soluzione diversa da quella che c’è stata. In questa fase delicatissima, io ero per l’elezione di un segretario che fosse capace di raccogliere un consenso più ampio, meno legato a un accordo tra correnti». Va ricordato che Cani è stato indicato dal gruppo dei popolari-riformisti e sostenuto dai renziani e dagli ex Diesse, mentre i soriani non hanno partecipato al voto. Prosegue Pigliaru nello spiegare che lui avrebbe voluto un «segretario garante per tutti, non solo per chi si riconosce nelle aree, ma anche per i molti che non hanno altra appartenenza se non quella al Partito democratico». Questa era, o meglio è stata a suo tempo, la proposta del governatore per risolvere il nodo della segreteria dopo oltre un mese e mezzo di stallo, cominciato all’indomani delle dimissioni di Giuseppe Luigi Cucca, Ma è una proposta, quella di Pigliaru, che, senza nascondere una certa amarezza, lui stesso ammette: «È stata semplicemente ignorata».
L’oggi. Ora il segretario c’è ed è Emanuele Cani: «Spero – scrive Pigliaru – che il primo a mettere da parte l’appartenenza a una corrente, a dare l’esempio, sia proprio lui. Ora, tocca a Cani lavorare per un Pd più unito e più forte, intorno a una proposta politica che dev’essere profondamente rinnovata». Poi, anche in risposta a quanto dichiarato a caldo dal segretario, «Pigliaru sarà uno dei primi che incontrerò», il governatore scrive: «Buon lavoro ad Emanuele Cani, io farò la mia parte con il massimo spirito di collaborazione».
Caso Abbanoa. Con lo stesso post, Pigliaru ritorna anche sul caso della recente nomina dell’amministratore di Abbanoa, con i Comuni che hanno scelto Abramo Garau, mentre la Regione puntava su Andrea Bossola. «Mi basta ricordare – scrive il presidente – che la nostra proposta era puramente tecnica e riguardava una persona con un curriculum eccellente selezionato da una società specializzata». Quindi, «da parte nostra non c’è stato nessun ragionamento politico, perché in questo caso si parlava di un ruolo strettamente manageriale, che richiedeva e richiede alte competenze specifiche».
Diversità. «Altri – scrive il governatore, riferendosi ai Comuni – hanno fatto una scelta diversa basata su motivazioni lontane dalle nostre. Non l’abbiamo condivisa, ma la rispettiamo, nella chiarezza che ci obbliga però a sottolineare che i punti di vista che si sono confrontati sono stati profondamente diversi». Perché? Ecco la risposta di Pigliaru: «Forse a causa di un difetto di comunicazione, di un insufficiente dialogo tra Regione ed Enti locali. Forse». Quindi, da oggi in poi «ci parleremo ancor di più e capiremo». Anche sul caso Abbanoa per Pigliaru è però necessario che il Pd lo discuta anche al suo interno: «Come detto, su quella nomina si sono confrontati due punti di vista. Qual è quello giusto? Ecco perché anche di questo il Partito dovrà prendere posizione, a futura memoria, per ricostruire una visione riformista, seria, credibile. Senza ambiguità, nella massima chiarezza».
Buon lavoro. Come l’ha augurato al segretario del Pd, Francesco Pigliaru lo augura anche al neo amministratore unico di Abbanoa Abramo Garau, per poi aggiungere: «Non ci siamo e ci saremo, pronti a collaborazione per il bene della nostra regione».
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