le vertenze
Ancora caos sul caso dell’Aras
Calda anche la discussione della legge sui dipendenti di Forestas
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CAGLIARI. Seppure su fronti diversi ci sono due vertenze che continuano rimbalzare fra la Giunta e il Consiglio regionale. La prima riguarda l’Agenzia Forestas, dove il problema ruota intorno alla legge destinata a far passare i dipendenti nell’organico della Regione, mentre l’altra riguarda l’Aras, con oltre 300 lavoratori che rischiano di perdere il posto.
Forestas. La legge che prevede il riconoscimento dei contratto della Regione anche ai dipendenti dell’Agenzia Forestas ha ottenuto il primo via libera dalla commissione riforme del Consiglio regionale. Si tratta di un testo unificato, voluto con decisione dai consiglieri regionali del Pd Giuseppe Meloni e Roberto Deriu e da Daniele Cocco ed Eugenio Lai di Articolo Uno. Anche il presidente della commissione, Francesco Agus di Campo progressista, ha fatto di tutto per accelerare i tempi e alla fine un primo risultato è stato raggiunto. Il testo della proposta di legge dovrà passare ora all’esame della commissione bilancio per ottenere la copertura finanziaria e poi ritornare in commissione riforme per il voto definitivo. È difficile comunque che la legge possa essere approvata in Aula prima della pausa estiva anche se un tentativo dovrebbe essere fatto in una delle ultime sedute previste ad agosto. Un tentativo in tal senso è stato annunciato dai tutti i capigruppo del Consiglio. In estrema sintesi, la proposta prevede il passaggio di tutti i dipendenti dal contratto nazionale dei forestali a quello del personale della Regione.
Aras. Due stipendi arretrati (giugno-luglio), senza quattordicesima, rimborsi per il carburante azzerati e la stabilizzazione ancora in forse: per questo i dipendenti dell’Aras sono scesi ancora una volta in piazza. In mattinata c’è stato anche un vertice fra gli assessori Filippo Spanu, affari generali, e Pier Luigi Caria, agricoltura, con i sindacati (Cgil, Cisl, Uil) e quelli autonomi Confederdia e Gruppo sit in. Le posizioni fra i due blocchi sono molto diverse. Se Confederdia e il Gruppo dei lavoratori autoconvocati chiedono l'inquadramento dei dipendenti nell'Agenzia Laore, i confederali insistono invece sulla «salvaguardia dei servizi finora garantiti da Aras agli allevatori». Su queste diverse posizioni c’è stato, in serata, anche un confronto con i consiglieri regionali. La soluzione definitiva è legata soprattutto alla risposta del governo sul possibile passaggio dei 300 lavoratori all’Agenzia Laore: «Noi abbiamo fatto tutto – hanno confermato gli assessori Spanu e Caria – adesso è Roma che deve darci il via libera».
Forestas. La legge che prevede il riconoscimento dei contratto della Regione anche ai dipendenti dell’Agenzia Forestas ha ottenuto il primo via libera dalla commissione riforme del Consiglio regionale. Si tratta di un testo unificato, voluto con decisione dai consiglieri regionali del Pd Giuseppe Meloni e Roberto Deriu e da Daniele Cocco ed Eugenio Lai di Articolo Uno. Anche il presidente della commissione, Francesco Agus di Campo progressista, ha fatto di tutto per accelerare i tempi e alla fine un primo risultato è stato raggiunto. Il testo della proposta di legge dovrà passare ora all’esame della commissione bilancio per ottenere la copertura finanziaria e poi ritornare in commissione riforme per il voto definitivo. È difficile comunque che la legge possa essere approvata in Aula prima della pausa estiva anche se un tentativo dovrebbe essere fatto in una delle ultime sedute previste ad agosto. Un tentativo in tal senso è stato annunciato dai tutti i capigruppo del Consiglio. In estrema sintesi, la proposta prevede il passaggio di tutti i dipendenti dal contratto nazionale dei forestali a quello del personale della Regione.
Aras. Due stipendi arretrati (giugno-luglio), senza quattordicesima, rimborsi per il carburante azzerati e la stabilizzazione ancora in forse: per questo i dipendenti dell’Aras sono scesi ancora una volta in piazza. In mattinata c’è stato anche un vertice fra gli assessori Filippo Spanu, affari generali, e Pier Luigi Caria, agricoltura, con i sindacati (Cgil, Cisl, Uil) e quelli autonomi Confederdia e Gruppo sit in. Le posizioni fra i due blocchi sono molto diverse. Se Confederdia e il Gruppo dei lavoratori autoconvocati chiedono l'inquadramento dei dipendenti nell'Agenzia Laore, i confederali insistono invece sulla «salvaguardia dei servizi finora garantiti da Aras agli allevatori». Su queste diverse posizioni c’è stato, in serata, anche un confronto con i consiglieri regionali. La soluzione definitiva è legata soprattutto alla risposta del governo sul possibile passaggio dei 300 lavoratori all’Agenzia Laore: «Noi abbiamo fatto tutto – hanno confermato gli assessori Spanu e Caria – adesso è Roma che deve darci il via libera».
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