La Nuova Sardegna

L’APPRODO A UN PORTO SICURO

di LUCA ROJCH

La tempesta mediatica e la scomunica arrivata dal vicepremier Di Maio non lo hanno portato alle dimissioni del velista prestato al parlamento. Tra l’altro lui da sempre sostiene di avere detto in...

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La tempesta mediatica e la scomunica arrivata dal vicepremier Di Maio non lo hanno portato alle dimissioni del velista prestato al parlamento.

Tra l’altro lui da sempre sostiene di avere detto in anticipo ai vertici del Movimento che la sua attività sportiva non si poteva troncare in modo netto, anche in caso di elezione.

Conquistata la poltrona, con oltre 60mila voti, ha dimostrato di preferire le correnti degli oceani a quelle dei partiti. Ma nello stesso tempo di essersi già adeguato all’habitat di Montecitorio. Emolumenti compresi.

Nessuna volontà di dimettersi. Mura potrà continuare ad andare a Roma una volta alla settimana. Non dovrà più rendere conto delle sue assenze dall’aula al Movimento, o ai suoi detrattori. E tra l’altro da oggi non dovrà neanche rinunciare a una parte dello stipendio da parlamentare, che da portavoce grillino avrebbe dovuto versare nel conto per il microcredito creato dai 5 Stelle.

In altre parole la tempesta che doveva affondare la barca politica del parlamentare Mura l’ha spinta in un porto franco.

Non so se i 5 Stelle volessero davvero infliggere una punizione tanto dura al velista anarchico. E forse dimostrano di non maneggiare ancora con l’abilità dei volponi mannari della Prima Repubblica la grammatica parlamentare.

Ma in fondo, a sentire il loro guru Casaleggio, il parlamento è destinato a scomparire, come la democrazia. Roba antica. Più antica della Tav.

Oggi ci si può costruire un mondo sintetico su misura. Ci sono le nuove tecnologie, c’è la stampante in 3d.

Il televoto affiancherà i parlamentari che saranno estratti a sorte nella nuova autarchia sovranista gialloverde.

@LucaRojch. @RIPRODUZIONE RISERVATA

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