gruppo onorato
Ecco il nuovo mega cargo dopo il patto con i camionisti
di Antonello Palmas
INVIATO A FLENSBURG. Nasce in Germania, a pochi passi dal confine con la Danimarca, la sfida del gruppo Onorato verso un sistema di autotrasporti più agile e potente. Ieri la fastosa cerimonia del...
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INVIATO A FLENSBURG. Nasce in Germania, a pochi passi dal confine con la Danimarca, la sfida del gruppo Onorato verso un sistema di autotrasporti più agile e potente. Ieri la fastosa cerimonia del varo del traghetto "Maria Grazia Onorato", intitolato alla madre del presidente Vincenzo, celebrato nei cantieri sul Mare del Nord, ha confermato la determinazione del gruppo nell'investire sul settore merci. L'enorme scafo con la scritta "Onorato per i marittimi italiani”, dopo i discorsi di rito, la benedizione e la rottura della bottiglia davanti a migliaia di persone, è scivolato con una velocità impressionante sui binari fino al mare, come se avesse fretta di cominciare la sua missione. Che non riguarderà direttamente la Sardegna (trasporterà mezzi commerciali sulla rotta Genova-Livorno-Catania-Malta, su una cosiddetta autostrada del mare, ma che indirettamente è destinata a favorire il traffico merci e quindi a rilanciare l'intero settore che specie nelle isole soffre non poco. Vincenzo Onorato, in un discorso appassionato che ha strappato gli applausi soprattutto da parte degli autotrasportatori, di cui si è detto "al servizio, come voi lo siete delle merci", ha però detto che occorre un cambio di mentalità che tenga presenti le esigenze di chi veicola prodotti. «Questa non è una nave - ha detto Vincenzo Onorato - ma una presa di posizione politica da 33mila tonnellate di ferro che scende in mare in difesa dei marittimi italiani – sottolineando che l'obiettivo è – ridare speranza e futuro a quelle 60mila famiglie del sud che dal mare e dal lavoro sulle navi attingevano il loro reddito per sopravvivere e che oggi sono invece a subire con l’onta della disoccupazione, le conseguenze di una palese violazione nello spirito della legge che, a fronte degli sgravi fiscali e di fatto un azzeramento delle tasse per gli armatori nazionali, li avrebbe dovuti costringere a utilizzare solo personale marittimo italiano o comunitario». E un fil rouge unisce in effetti la sfida di Onorato per i marittimi italiani con quella per il “riscatto e la dignità” degli autotrasportatori, in particolare siciliani, che Onorato si è posto l’obiettivo di liberare dal giogo dei monopoli armatoriali, uno dei punti principali del cosiddetto “patto dignità” promosso dagli Onorato la sera prima del varo. A beneficiarne potrebbero essere, si spera, anche i sardi. Gli autotrasportatori sono ottimisti: «L’aumento della flotta è sicuramente destinato ad avere ripercussioni interessanti - dice Patrizio Prasciolu - e Onorato si è sempre speso per noi». E Angelo Sinis, della presidenza Fiat Cgil: «La nuova nave difficilmente servirà le rotte della Sardegna anche per le dimensioni, probabile che non ci sia lo spazio commerciale per riempirla. Ma benefici di ritorno speriamo di averli. In estate in particolare fatichiamo a trovare spazio per la presenza dei turisti (ben vengano)». Spiega Ludovico Anatolia, spedizioniere: «Le navi sono ro-pax, cioè ospitano merci e passeggeri ma in questo momento chiaramente siamo noi a essere penalizzati». Ora quello che sperano i sardi è che Onorato rispetti l'impegno di riportare in Sardegna la sede legale di Tirrenia, momentaneamente spostata a Milano per consentire le operazioni di unificazione del gruppo: il rientro, questa volta insieme alle consorelle Moby e company, sarà fine anno, forse novembre. Ma soprattutto nell'isola si contano su una nuova politica dei prezzi per i cittadini comuni che apra una nuova era dei trasporti.
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