Banco di Sardegna, l’utile sale a 31,3 milioni
di Michela Cuccu
Presentati i risultati del primo semestre 2018. Cuccurese: per l’istituto è un vero punto di svolta
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SASSARI. Continua la corsa del Banco di Sardegna. Dopo gli ottimi risultati del 2017 – chiuso con un utile netto di 8,9 milioni – nei primi sei mesi del 2018 l’utile netto sale a 31,3 milioni. Soddisfatto Giuseppe Cuccurese, direttore generale dell’istituto di credito. «Questa prima semestrale 2018 rappresenta per il Banco un vero punto di svolta, sia perché include la cessione conclusa nel mese di giugno di 900 milioni di euro di sofferenze lorde sia perché conferma diversi segnali positivi sul fronte della crescita commerciale che avevamo già colto nel passato esercizio». A far quadrare i conti l’aumento delle commissioni (+4,7%) e, soprattutto, la riduzione dei crediti deteriorati, con un taglio netto delle sofferenze del 59,2% (- 424 milioni di euro).
«Da un lato, la cessione delle sofferenze ha consentito una drastica riduzione del 59% dello stock in essere, con un rapporto sofferenze/crediti netti, sceso al 4,2% dal 9,3% di fine 2017 – spiega Cuccurese – La riduzione dei crediti deteriorati, unitamente alla elevata solidità patrimoniale, alla robusta liquidità e alla crescente performance commerciale, sono elementi che consentono di rafforzare strutturalmente il bilancio e le potenzialità operative del Banco dando nuovo impulso a una crescita sostenibile, sia dal punto di vista dei volumi patrimoniali sia per quanto riguarda l’andamento economico». Al miglioramento dei conti contribuiscono anche gli aumenti degli interessi (+3,6%) e delle commissioni (+4,7%).
I ricavi del Banco vengono prodotti principalmente in due aree: credito a imprese e privati e raccolta-gestione risparmio. «L’andamento degli impieghi con la clientela continua a essere soddisfacente – continua Cuccurese –, con una leggera riduzione in linea con il sistema, mitigata da nuove erogazioni per 415 milioni che hanno in buona parte compensato 515 milioni di rimborsi rateali e scadenze. Buone performance continuano a realizzarsi nei mutui casa e nei prestiti personali. Sul fronte del risparmio, poi, continua a crescere la componente del risparmio gestito e quella assicurativa». In crescita anche i clienti, sia privati sia imprese, saliti complessivamente a oltre 623mila unità. Unica nota negativa la crescita dei costi operativi che ammontano a 129,6 milioni (+1,2%), con le spese per il personale che rimangono stabili a 72,3 milioni, mentre le altre spese amministrative salgono a 71 milioni (+7,6%) per effetto di oneri “una tantum” dovuti in buona parte all’operazione di cartolarizzazione.
«Da un lato, la cessione delle sofferenze ha consentito una drastica riduzione del 59% dello stock in essere, con un rapporto sofferenze/crediti netti, sceso al 4,2% dal 9,3% di fine 2017 – spiega Cuccurese – La riduzione dei crediti deteriorati, unitamente alla elevata solidità patrimoniale, alla robusta liquidità e alla crescente performance commerciale, sono elementi che consentono di rafforzare strutturalmente il bilancio e le potenzialità operative del Banco dando nuovo impulso a una crescita sostenibile, sia dal punto di vista dei volumi patrimoniali sia per quanto riguarda l’andamento economico». Al miglioramento dei conti contribuiscono anche gli aumenti degli interessi (+3,6%) e delle commissioni (+4,7%).
I ricavi del Banco vengono prodotti principalmente in due aree: credito a imprese e privati e raccolta-gestione risparmio. «L’andamento degli impieghi con la clientela continua a essere soddisfacente – continua Cuccurese –, con una leggera riduzione in linea con il sistema, mitigata da nuove erogazioni per 415 milioni che hanno in buona parte compensato 515 milioni di rimborsi rateali e scadenze. Buone performance continuano a realizzarsi nei mutui casa e nei prestiti personali. Sul fronte del risparmio, poi, continua a crescere la componente del risparmio gestito e quella assicurativa». In crescita anche i clienti, sia privati sia imprese, saliti complessivamente a oltre 623mila unità. Unica nota negativa la crescita dei costi operativi che ammontano a 129,6 milioni (+1,2%), con le spese per il personale che rimangono stabili a 72,3 milioni, mentre le altre spese amministrative salgono a 71 milioni (+7,6%) per effetto di oneri “una tantum” dovuti in buona parte all’operazione di cartolarizzazione.
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