Dal centrodestra al Pds, l'assessore alla Sanità Arru ancora nel mirino
Contestato dai dipendenti dell’Aias: è intervenuta la polizia per evitare il corpo a corpo
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CAGLIARI. Il giovedì nero dell’assessore alla sanità Luigi Arru s’è chiuso ancora peggio. Dopo essere stato contestato per quasi sei ore, in Consiglio regionale, dai partiti dell’opposizione ma anche da alcuni della maggioranza di centrosinistra, all’uscita s’è trovato faccia a faccia con i dipendenti dell’Aias, che dalla mattina presidiavano il palazzo. È dovuta intervenire la polizia, per evitare quello che sarebbe stato un pericoloso corpo a corpo. L’auto su cui era bordo l’assessore è stata scortata da due volanti anche dopo l’uscita dal garage del Consiglio. Non c’è dubbio: sulla vertenza Aias, dopo la disdetta della convenzione da parte dell’Asl unica, il clima è molto teso, ma è lo stesso anche sulle altre vertenze che ruotano intorno alla sanità.
In aula. Prima che la seduta si concludesse con il «richiamo politico» all’assessore sulla rete ospedaliera, è bloccata ancora a Roma, e sul caso delle apparecchiature di controllo della glicemia per i diabetici, su cui non tutto è chiaro, e ancor prima che il Consiglio respingesse la mozione di sfiducia presentata dal centrodestra, la replica di Arru era stata molto decisa. «Sono pronto a tornare a fare il medico, ma con la consapevolezza di aver fatto quanto possibile per la sanità sarda e lontano da logiche che nulla hanno a che vedere con l'interesse dei pazienti. So di aver tenuto sempre la schiena dritta e continuerò ad averla fino all’ultimo giorno da assessore». Nel dettaglio, le sue risposte alle diverse contestazioni sono state tecniche, come nel caso della rete ospedaliera: «Non c’è stata alcuna bocciatura a Roma, ma solo alcune osservazioni. Noi abbiamo risposto e ora aspettiamo l’esito, anche se dobbiamo tenere conto che c’è stato un cambio di governo». Oppure appassionate: «Sui diabetici, ma anche il Mater Olbia e la vertenza Aias abbiamo agito sempre secondo coscienza e continueremo a farlo».
La prossima resa dei conti. Ci sarà fra l’assessore e il Partito dei sardi, che fa parte della maggioranza. L'appuntamento con l'ordine del giorno di censura, presentato proprio dal Pds, è stato solo rinviato. «Non è stato discusso giovedì – sostiene il capogruppo Gianfranco Congiu – solo per una questione di regolamento. Alla ripresa dei lavori del Consiglio regionale, a settembre, sarà uno dei primi argomenti. Lo ripetiamo: il problema non è la persona, ma da Arru pretendiamo pieno rispetto di quanto il Parlamento sardo ha deciso l’anno scorso sulla riorganizzazione regionale della rete ospedaliera e più di recente sui diabetici. Altre incertezze sarebbero per noi inaccettabili».
Attacchi a testa bassa. I partiti del centrodestra hanno fatto capire che neanche in questi mesi molleranno la presa. È vero che la mozione di sfiducia non è passata, ma Forza Italia è convinta che «comunque siano bastati i voti all’unanimità sulle altre due – oltre quella del Pds, anche i Riformatori avevano presentato la loro – per arrivare a questa conclusione: «Nei confronti di Arru, c’è stata una sfiducia di fatto anche da parte della maggioranza che lo sostiene ma non lo sopporta più». Sulla questione dei diabetici, ad esempio, il consigliere regionale di Forza Italia Antonello Peru, intervenuto più volte nel dibattito ha detto: «Anche dal centrosinistra sono arrivate un’infinità di critiche verso un assessore che mai è stato chiaro sull’assegnazione gratuita degli apparecchi per il controllo della glicemia e continua a non esserlo, trincerandosi dietro falsi alibi, mentre la verità è che non sa ancora cosa fare».
In aula. Prima che la seduta si concludesse con il «richiamo politico» all’assessore sulla rete ospedaliera, è bloccata ancora a Roma, e sul caso delle apparecchiature di controllo della glicemia per i diabetici, su cui non tutto è chiaro, e ancor prima che il Consiglio respingesse la mozione di sfiducia presentata dal centrodestra, la replica di Arru era stata molto decisa. «Sono pronto a tornare a fare il medico, ma con la consapevolezza di aver fatto quanto possibile per la sanità sarda e lontano da logiche che nulla hanno a che vedere con l'interesse dei pazienti. So di aver tenuto sempre la schiena dritta e continuerò ad averla fino all’ultimo giorno da assessore». Nel dettaglio, le sue risposte alle diverse contestazioni sono state tecniche, come nel caso della rete ospedaliera: «Non c’è stata alcuna bocciatura a Roma, ma solo alcune osservazioni. Noi abbiamo risposto e ora aspettiamo l’esito, anche se dobbiamo tenere conto che c’è stato un cambio di governo». Oppure appassionate: «Sui diabetici, ma anche il Mater Olbia e la vertenza Aias abbiamo agito sempre secondo coscienza e continueremo a farlo».
La prossima resa dei conti. Ci sarà fra l’assessore e il Partito dei sardi, che fa parte della maggioranza. L'appuntamento con l'ordine del giorno di censura, presentato proprio dal Pds, è stato solo rinviato. «Non è stato discusso giovedì – sostiene il capogruppo Gianfranco Congiu – solo per una questione di regolamento. Alla ripresa dei lavori del Consiglio regionale, a settembre, sarà uno dei primi argomenti. Lo ripetiamo: il problema non è la persona, ma da Arru pretendiamo pieno rispetto di quanto il Parlamento sardo ha deciso l’anno scorso sulla riorganizzazione regionale della rete ospedaliera e più di recente sui diabetici. Altre incertezze sarebbero per noi inaccettabili».
Attacchi a testa bassa. I partiti del centrodestra hanno fatto capire che neanche in questi mesi molleranno la presa. È vero che la mozione di sfiducia non è passata, ma Forza Italia è convinta che «comunque siano bastati i voti all’unanimità sulle altre due – oltre quella del Pds, anche i Riformatori avevano presentato la loro – per arrivare a questa conclusione: «Nei confronti di Arru, c’è stata una sfiducia di fatto anche da parte della maggioranza che lo sostiene ma non lo sopporta più». Sulla questione dei diabetici, ad esempio, il consigliere regionale di Forza Italia Antonello Peru, intervenuto più volte nel dibattito ha detto: «Anche dal centrosinistra sono arrivate un’infinità di critiche verso un assessore che mai è stato chiaro sull’assegnazione gratuita degli apparecchi per il controllo della glicemia e continua a non esserlo, trincerandosi dietro falsi alibi, mentre la verità è che non sa ancora cosa fare».
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