Controlli a tappeto negli agriturismi ma vince la qualità
Blitz degli ispettori della Regione nelle cucine delle attività. Controllate 52 aziende in Gallura, Ogliastra e nel Nuorese
SASSARI. Un blitz nelle cucine di 52 attività agrituristiche dell’isola. E, alla fine, ha vinto la qualità e sono stati sfatati tutti i luoghi comuni che pendono come una spada di Damocle sulla testa dei gestori, spesso accusati da una critica troppo accanita di non essere all’altezza del doppio ruolo agricoltore/ristoratore. E invece, i dati raccontano altro anche quando si parla di peste suina africana. Nel mirino degli ispettori dell’Unità di progetto (Udp) e dell’Azienda per la tutela della salute (Ats) c’era un ospite sgradito in qualsiasi tipo di cucina: la Psa, acronimo delle temibile Peste suina africana. Perché anche se la malattia che colpisce maiali e cinghiali è stata quasi debellata, l’allerta resta alta.
I controlli. La cosa più importante è che abbiano dato esito negativo in 51 casi su 52. E l’unico esempio che non ha soddisfatto gli ispettori non riguarda la presenza del virus ma mancata tracciabilità delle carni suine. Consumare carni di maiale e salumi negli agriturismo e nei punti di ristorazione banquetting di Nuorese, Ogliastra e Gallura è assolutamente sicuro. I controlli effettuati nell’ambito delle attività di contrasto alla Peste suina africana hanno svelato un comportamento virtuoso degli operatori degli agriturismo che hanno rispettato tutte le norme sulla tracciabilità dei prodotti a base di carne suina. Le verifiche, coordinate dall’Udp e dall’Ats, sono partite sabato 28 luglio e ieri sono arrivate alla seconda puntata con 52 attività controllate e “solo una non conformità riscontrata con il conseguente sequestro di quattro suinetti non timbrati e di origine sconosciuta”.
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La task force. Sul campo hanno operato 30 uomini dell’Ats divisi in 12 squadre formate da veterinari dei servizi “Igiene alimenti” e dai tecnici dei dipartimenti di prevenzione. Le equipe sono state supportate dal Corpo forestale.
L’Udp. «C’è un forte rispetto delle regole e la garanzia di eccellenza assicurata a turisti e ospiti che possono consumare carni sicure, certificate e di salubrità indiscussa – spiega il responsabile dell’Udp e direttore generale della presidenza della Regione, Alessandro De Martini –. È vero che il virus della PSA non è trasmissibile all’uomo, ma alcune parassitosi come la trichinella o patogeni come salmonelle, leptospirosi e altri possono danneggiare la salute dei cittadini. Gli imprenditori agrituristici – aggiunge – hanno ben chiaro che l’unico modo per assicurare un futuro alle proprie attività passa sempre di più dal rispetto delle norme sulla somministrazione di cibi e alimenti, elemento fondamentale per garantire una filiera agroalimentare su cui la Sardegna ha ancora tanto da offrire come qualità e tipicità. Questi controlli straordinari – conclude De Martini – sono aggiuntivi rispetto a quelli ordinari svolti dai servizi territoriali e si inseriscono nelle azioni complessive che puntano all’eradicazione della Psa in Sardegna».
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L’Ats. Il coordinatore unico per la Peste suina africana, Francesco Sgarangella, annuncia altri controlli a sorpresa che continueranno anche nelle prossime settimane e coinvolgeranno una cinquantina di ispettori Atas: «Cercheremo di ridurre i disagi e disturbare il meno possibile gli imprenditori sottoposti alle verifiche che ringraziamo per la pazienza e la straordinaria disponibilità che hanno dimostrato in questi giorni. Ma il nostro compito è evidenziare come la filiera suina in Sardegna sia sotto controllo dell’Autorità sanitaria competente in tutte le fasi: dall’allevamento alla ristorazione, passando per macellazione e commercializzazione. Lo stesso dobbiamo garantire in termini di sicurezza alimentare e tracciabilità nelle tante sagre, sempre più diffuse soprattutto d’estate».
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