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Carta: «La Regione investa in formazione»

Carta: «La Regione investa in formazione»

Il segretario della Cisl: è l’unico modo per combattere la disoccupazione giovanile nell’isola

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SASSARI. La Sardegna rischia di perdere i finanziamenti nazionali previsti per la formazione e gli istituti professionali. È l’allarme lanciato dal segretario regionale della Cisl, Gavino Carta. «La Regione ha solo cinque mesi di tempo per costruire un sistema regionale di istruzione e di formazione professionale. Un obiettivo più volte annunciato, ma mai perseguito con convinzione dalle ultime tre giunte che si sono succedute alla guida della Regione – dice il sindacalista – Senza questo strumento normativo la Sardegna difficilmente potrà accedere al riparto delle risorse finanziarie nazionali per le annualità 2018 e 2019 e garantire così la programmazione delle attività di istruzione e formazione professionale per il prossimo triennio».

Come ricorda Carta, lo stanziamento finora previsto dalla Regione per le attività di formazione è di appena 2 milioni di euro. «Per assicurare un’offerta coerente, in grado di incidere sulla dispersione scolastica e diventare “vera” politica attiva per il lavoro, mancano all’appello almeno altri 8 milioni di euro. Senza un sistema integrato di istruzione e formazione c’è il rischio che in Sardegna aumenti ancora la percentuale dei Neet, cioè i ragazzi che non studiano, non lavorano e non sono impegnati in un percorso di formazione. Ed è proprio la formazione – ripete ancora una volta Carta – l’unico modo per aiutare i ragazzi a trovare un’occupazione». Il sindacalista, poi, snocciola i numeri. «La percentuale dei Neet in Sardegna è del 24,4% nella classe 15-24 anni e al 30,6% tra i 15 e i 29 anni. Inoltre sono 53.000 i cittadini sardi con sola licenza elementare e ben 168.000 con sola licenza media. In Sardegna il tasso di abbandono scolastico, dopo la terza media, è del 18,1%, superiore di circa 8 punti percentuali rispetto alla media europea pari al 10,7%. La percentuale di ragazzi che in Sardegna hanno lasciato gli studi dopo la terza media è la seconda più alta tra le regioni, dopo la Sicilia». Proprio per questo Carta invita la giunta guidata da Francesco Pigliaru a investire di più sulla formazione, sull’istruzione e sulla ricerca. «È l’unico modo per aiutare le nuove generazioni. La Regione dovrebbe partire dalla programmazione del sistema di istruzione e formazione professionale che preveda l’offerta di percorsi di durata triennale e quadriennale, finalizzati al conseguimento di qualifiche e diplomi professionali riconosciuti e spendibili a livello nazionale e comunitario».

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