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Allo Zooprofilattico 1,2 milioni dal ministero

Allo Zooprofilattico 1,2 milioni dal ministero

Premiato il progetto sulla bava delle lumache usata per farmaci e cosmetici L’istituto di Sassari si è classificato al primo posto del bando indetto dal Miur

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SASSARI. Preparare farmaci e cosmetici dalla bava di lumache allevate in Sardegna. È il progetto dell’Istituto zooprofilattico di Sassari – in collaborazione con l’Università di Ferrara – che si è aggiudicato il primo posto nel bando del ministero dell’Istruzione dedicato alle ricerche sulla chimica verde. Titolo della ricerca: “Recupero della sostanza mucosa di scarto da allevamenti di chiocciole”. L’istituto zooprofilattico di Sassari è stato premiato con un finanziamento di 1 milione e 280mila euro da spendere nei prossimi tre anni. Coordinatore del progetto, per l’Istituto zooprofilattico, è Maria Paola Cogoni, mentre per il dipartimento di Scienze chimiche e farmaceutiche dell’Università di Ferrara, il responsabile scientifico è Claudio Trapella.

Soddisfatto l’assessore regionale alla Sanità, Lui Arru. «In questi ultimi anni, l’Istituto zooprofilattico è cresciuto notevolmente nelle attività di ricerca e nella qualità dei risultati raggiunti con una squadra di medici biologi e chimici di indiscutibile professionalità. Essere arrivati primi nella selezione del Miur dimostra che l’istituto di Sassari è un anello sempre più importante all’interno della rete del sistema sanitario regionale e nazionale».

Orgoglioso del risultato anche il direttore generale dell’istituto, Alberto Laddomada. «L’obiettivo del progetto di ricerca è fornire al consumatore finale un prodotto tracciabile, sicuro e che risponda ai principi etici nel rispetto degli animali e dell’ambiente. Fra gli obiettivi, anche quello di contribuire allo sviluppo di un settore economico dalle grandi potenzialità».

La bava di lumaca è nota sin dall’antichità per le sue proprietà benefiche per la salute della pelle. Persino Ippocrate era solito ricorrervi per curare le infiammazioni cutanee. La bava di lumaca è in grado di migliorare l’aspetto dell’epidermide e di curarne alcuni fastidiosi disturbi. Dall’acne alle smagliature, dalle rughe alle piccole cicatrici, la secrezione gelatinosa prodotta dalle lumache sarebbe un vero e proprio rimedio polivalente. La bava di lumaca è utilizzata anche come base per i farmaci, in particolare per sciroppi e integratori per la tosse. «Le proprietà biologiche di questa sostanza – ha spiegato Cogoni – non sono però mai state dimostrate da un punto di vista strettamente scientifico, così come non è chiara la sua composizione e la sua sicurezza sul piano chimico e microbiologico. Affinché l’industria farmaceutica e sanitaria possano beneficiare di una materia così promettente, è importante quindi che questa sia pura, certificata e di sicura efficacia. Ed è questo l’obiettivo della nostra ricerca che avrà come partner l’università di Ferrara, impegnata da anni nello studio della secrezione delle chiocciole».

In particolare, l’istituto zooprofilattico avrà il compito di redigere i protocolli di allevamento sperimentale che permettano di favorire il benessere degli animali, ma anche di fare sì che producano una secrezione di ottima qualità, attraverso l’analisi delle componenti principali del muco di diverse specie di chiocciole provenienti da allevamenti sardi, e stabilendo poi uno standard di eccellenza. L’accesso al finanziamento messo a disposizione dal ministero permetterà quindi alle aziende sarde che verranno coinvolte nel progetto di accedere alla ricerca industriale, con prevedibili ampie ricadute sul mercato.

L’obiettivo finale del progetto è la creazione di un allevamento sperimentale di chiocciole finalizzato all’estrazione del muco per utilizzarlo in ambito cosmetico e farmaceutico.



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