Ferie con le carte clonate: denunciati 10 napoletani
di Kety Sanna
Tortolì, nel mirino dei carabinieri tre famiglie legate a un clan camorristico Addebitati a ignari sconosciuti i costi del pernottamento in albergo: 10mila euro
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TORTOLÌ. Una settimana di vacanza da sogno in Sardegna in un villaggio turistico della costa Ogliastrina addebitando però la spesa, oltre 10mila euro, ad ignari sconosciuti. Un gruppo di napoletani legati ad un clan camorristico sono stati indagati dai carabinieri della stazione di Tortolì e dai colleghi della compagnia di Lanuesi, coordinati dal capitano Claudio Paparella, per utilizzo di carte di credito clonate e di banconote false. Tre famiglie, con bimbi al seguito, sono giunte per la prima volta nell’isola la settimana scorsa, ospiti di un noto villaggio turistico che aveva ricevuto la caparra anticipatamente. All’atto della prenotazione però, i vacanzieri hanno usato identità e documenti diversi. Fatto questo che potrebbe aver insospettito, in un secondo tempo, i titolari della struttura ricettiva spingendoli quindi a chiedere l’intervento dei carabinieri. Tuttavia, non è neppure escluso che qualcuno, vedendo sparire denaro dal proprio conto, abbia sporto denuncia. Sull’indagine i militari non lasciano trapelare nulla e si limitano a spiegare il modo in cui sono giunti a identificare gli indagati che per una settimana hanno trascorso la vacanza a spese di altri. Gli investigatori escludono che il gruppo campano avesse collegamenti con persone del posto. Per risalire alla loro vera identità i carabinieri hanno chiesto l’aiuto dei colleghi d’oltremare. La sorpresa, una volta raccolti i dati, è stata scoprire che il “gruppo vacanze” era formato da dieci persone, di cui la maggior parte con importanti precedenti per criminalità organizzata di stampo camorristico operante tra i quartieri di Napoli Barra e San Giovanni a Teduccio. Non solo: in tutto il periodo trascorso in Sardegna la comitiva avrebbe indebitamente utilizzato, non essendone titolare, carte di credito falsificate e alterate, sia dal momento dell’acquisto del soggiorno che durante la vacanza nella struttura turistica. Avrebbero inoltre fatto uso di documenti di identità falsificati, inducendo in errore il personale del villaggio che li ospitava. Così ieri, proprio allo scadere della loro permanenza nell’isola, i turisti napoletani hanno ricevuto la visita indesiderata dei militari che, con un ordine di perquisizione a firma della procura di Lanusei, hanno rovinato i loro piani. Durante i controlli gli uomini dell’Arma avrebbero raccolto ulteriori elementi di prova a carico degli indagati, sequestrando a uno di essi anche una banconota da 50 euro abilmente contraffatta.
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