Confapi: chi si candida tuteli le piccole aziende
Delpiano, Aniem: la politica ha avvantaggiato i grandi gruppi, alle regionali serve discontinuità
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SASSARI. Il mondo delle costruzioni non riesce a uscire dal tunnel della crisi. Mentre negli altri comparti si è iniziato a vedere qualche segnale di ripresa l’edilizia continua ad arrancare. E così le associazioni di categoria chiedono l’aiuto della politica. In particolare di quella regionale, visto che a febbraio la Sardegna è chiamata al voto per eleggere il nuovo governatore. E proprio in vista delle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale la ConfapiAniem, vista la perdurante e grave crisi che investe l’isola in tutti gli ambiti - e non solo nell’edilizia - ribadisce con forza quella che dovrebbe essere la linea portante dell’azione del nuovo governo regionale, chiedendo una netta discontinuità con il passato. «La rinascita della Sardegna non può che passare attraverso il rilancio della piccola impresa, unica risorsa in grado di creare lavoro e rilancio economico – dice Giorgio Delpiano, presidente regionale di Confapi Aniem Sardegna –. La piccola impresa in Italia e non solo in Sardegna ha da sempre rappresentato l’ossatura economica del paese, tutta la politica ha sempre inneggiato alla forza dell’intrapresa dei piccoli imprenditori ma nonostante ciò le politiche economiche, fiscali e la burocrazia hanno sempre avvantaggiato la grande impresa che ormai ha esaurito tutta la sua forza da anni».
La ConfapiAniem, dunque, si rivolge alle forze politiche con la richiesta di tutelare i piccoli imprenditori locali. La grande impresa delocalizza non crea posti di lavori, non paga le tasse in Italia e quelle rare che ancora lo fanno sono sull’orlo del fallimento – dice ancora Delpiano –. Crediamo che si sia davvero arrivati a un punto di non ritorno, che necessita di essere affrontato con uno strappo netto rispetto al passato, con interventi reali in direzione del lavoro e della piccola impresa per evitare la disgregazione sociale ed economica della nostra collettività».Per fare questo, aggiunge Delpiano, «la classe dirigente che verrà deve realmente fare un bagno di umiltà e ascoltare, nella elaborazione dei programmi di governo, chi oggi a fatica sta ancora sul campo e gestisce l’impresa. Noi seguiremo con molta attenzione questa tornata elettorale, i candidati a governatori. Saremo in prima fila per portare consigli e idee per i programmi di governo e saremo pronti a sostenere chi risponderà concretamente alle esigenze del lavoro e delle imprese. Non saranno gradite candidature che non rappresentino un segno di discontinuità con le gestioni passate. In questo senso chiederemo subito ai candidati di aprire un tavolo di confronto con la nostra rappresentanza e quella artigiana».
La ConfapiAniem, dunque, si rivolge alle forze politiche con la richiesta di tutelare i piccoli imprenditori locali. La grande impresa delocalizza non crea posti di lavori, non paga le tasse in Italia e quelle rare che ancora lo fanno sono sull’orlo del fallimento – dice ancora Delpiano –. Crediamo che si sia davvero arrivati a un punto di non ritorno, che necessita di essere affrontato con uno strappo netto rispetto al passato, con interventi reali in direzione del lavoro e della piccola impresa per evitare la disgregazione sociale ed economica della nostra collettività».Per fare questo, aggiunge Delpiano, «la classe dirigente che verrà deve realmente fare un bagno di umiltà e ascoltare, nella elaborazione dei programmi di governo, chi oggi a fatica sta ancora sul campo e gestisce l’impresa. Noi seguiremo con molta attenzione questa tornata elettorale, i candidati a governatori. Saremo in prima fila per portare consigli e idee per i programmi di governo e saremo pronti a sostenere chi risponderà concretamente alle esigenze del lavoro e delle imprese. Non saranno gradite candidature che non rappresentino un segno di discontinuità con le gestioni passate. In questo senso chiederemo subito ai candidati di aprire un tavolo di confronto con la nostra rappresentanza e quella artigiana».
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