La Nuova Sardegna

PRATOSARDO NUORO RIPARTE DALLA BRIGATA

di LUCIANO PIRAS

«Entro la fine di quest’anno, la caserma di Pratosardo ospiterà un nuovo reparto della Brigata Sassari: personale in più, nuovi mezzi e nuovi sistemi» aveva annunciato a febbraio il capo di Stato...

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«Entro la fine di quest’anno, la caserma di Pratosardo ospiterà un nuovo reparto della Brigata Sassari: personale in più, nuovi mezzi e nuovi sistemi» aveva annunciato a febbraio il capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Claudio Graziano in occasione della consegna solenne delle chiavi della caserma. Detto, fatto: oggi. Anche se per la cerimonia ufficiale di inaugurazione c’è da aspettare qualche settimana. Nel frattempo c’è da decidere a chi intitolare la nuova struttura, che nome dare al distaccamento della Brigata Sassari che entro il primo settembre arriverà al gran completo.

Certo è che oggi si apre una nuova epoca. Un nuovo capitolo «che ha impegnato a lungo l’amministrazione, non soltanto quella attuale ma tutte quelle che si sono succedute dal 1997 a oggi» aveva sottolineato davanti al generale Graziano il sindaco Andrea Soddu, ricordando il primo firmatario dell’Accordo di programma, Carlo Forteleoni, per proseguire poi con Mario Zidda e ancora con Alessandro Bianchi. Resta ora da capire quale futuro avrà l’area dell’ex Artiglieria. Da febbraio a oggi, lo scenario politico è cambiato. Soddu è alle prese con una crisi comunale che rischia da un momento all’altro di aprire le porte a nuove elezioni. Lo schieramento, tuttavia, sembra trovare comunque la strada per non cadere. Persi per strada diversi assessori, certo è che l’alzabandiera di questa mattina suona sapendo che anche il Piano delle periferie non è più quello di una volta. Congelato dal Governo, la musica cambia. La contropartita della nuova caserma di Pratosardo era infatti la vecchia caserma di viale Sardegna. Il Comune dà all’Esercito la caserma di Pratosardo; l’Esercito rende al Comune la caserma dell’Artiglieria. «Finalmente possiamo restituire alla città l’area dell’Artiglieria, della caserma Loy, che dal 1932 era una zona militare inaccessibile ai cittadini – aveva detto con entusiasmo il sindaco Soddu –, un’area strategica per i progetti dell’amministrazione. Si tratta infatti di uno spazio pubblico di sei ettari nel cuore della città, che ora ritorna ai nuoresi grazie a un progetto di riqualificazione urbana e sociale che mette al centro tre assi fondamentali: sport, ambiente e cultura. Grazie al Piano periferie e al Piano di rilancio del Nuorese, possiamo contare su un investimento di oltre 40 milioni di euro». L’area dell’attuale caserma Loy, infatti, è destinata a diventare campus universitario e snodo verde con le periferie. «Un obiettivo atteso da vent’anni» sono state le parole del presidente della Regione Francesco Pigliaru.

Già da oggi i tecnici potranno accedere alla struttura «per l’avvio della progettazione della sede universitaria, cosa che consentirà la riqualificazione di un’importante area, cui sono già stati destinati circa 14 milioni, di cui oltre 5,5 di fondi regionali per la realizzazione di alloggi per studenti, impianti sportivi e zone verdi per la città». Resta la grande incognita sui fondi del Piano delle periferie. Un’altra storia, un altro capitolo.



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