Commercio, in Sardegna un negozio su cinque è ambulante
Dato record: l’isola è superata solo dalla Calabria. Dietro il boom di bancarelle la crisi economica
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SASSARI. Bancarelle, furgoncini per la vendita di prodotti a chilometro zero, food-truck e altre forme di commercio itinerante. In Sardegna è boom di bancarelle: più di una impresa commerciale su cinque è ambulante.
L’isola è seconda solo alla Calabria che, col suo 27% di imprese ambulanti, guida la classifica in Italia. Dopo la Calabria e la Sardegna ci sono la Toscana, la Campania, la Sicilia, la Puglia e le Marche. A fornire un quadro della distribuzione del commercio ambulante in Italia sono le rilevazioni di Unioncamere. Secondo il rapporto il settore è praticamente raddoppiato dal 2007, quando le bancarelle erano circa 100mila, anche se il numero si è ora leggermente ridotto rispetto a fine 2016. A causare l’esplosione del commercio ambulante negli ultimi dieci anni è stata sicuramente la crisi economica che ha pesato sugli esercizi tradizionali. Moltissimi commercianti, infatti, sono stati costretti a chiudere i negozi, soprattutto nei grandi centri urbani, a fronte dei crescenti costi di gestione dei locali. Non è un caso che la maggior parte delle attività ambulanti sia registrata al Sud dove in alcune città si contano fino a 70 imprese per il commercio itinerante ogni 10mila abitanti. Anche in Sardegna la densità di attività ambulanti è molto elevata, soprattutto nella provincia di Olbia-Tempio: 69 imprese ambulanti ogni 10mila abitanti, con un aumento del 72% negli ultimi dieci anni. Numeri da record anche a Cagliari e a Sassari.
Come sottolineano gli analisti di Unioncamere, oltre alla crisi economica l’incremento delle bancarelle è dovuto anche alla popolazione immigrata che predilige la forma di commercio ambulante.
L’isola è seconda solo alla Calabria che, col suo 27% di imprese ambulanti, guida la classifica in Italia. Dopo la Calabria e la Sardegna ci sono la Toscana, la Campania, la Sicilia, la Puglia e le Marche. A fornire un quadro della distribuzione del commercio ambulante in Italia sono le rilevazioni di Unioncamere. Secondo il rapporto il settore è praticamente raddoppiato dal 2007, quando le bancarelle erano circa 100mila, anche se il numero si è ora leggermente ridotto rispetto a fine 2016. A causare l’esplosione del commercio ambulante negli ultimi dieci anni è stata sicuramente la crisi economica che ha pesato sugli esercizi tradizionali. Moltissimi commercianti, infatti, sono stati costretti a chiudere i negozi, soprattutto nei grandi centri urbani, a fronte dei crescenti costi di gestione dei locali. Non è un caso che la maggior parte delle attività ambulanti sia registrata al Sud dove in alcune città si contano fino a 70 imprese per il commercio itinerante ogni 10mila abitanti. Anche in Sardegna la densità di attività ambulanti è molto elevata, soprattutto nella provincia di Olbia-Tempio: 69 imprese ambulanti ogni 10mila abitanti, con un aumento del 72% negli ultimi dieci anni. Numeri da record anche a Cagliari e a Sassari.
Come sottolineano gli analisti di Unioncamere, oltre alla crisi economica l’incremento delle bancarelle è dovuto anche alla popolazione immigrata che predilige la forma di commercio ambulante.
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