La Nuova Sardegna

«Il lavoro ai giovani blocca lo spopolamento»

di Luciano Onnis
 «Il lavoro ai giovani blocca lo spopolamento»

Per il segretario dei pensionati della Cisl è l’unico modo per fare uscire la Sardegna dalla crisi

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SASSARI
Lavoro, lavoro e ancora lavoro. Per il segretario dei pensionati della Cisl (Fnp), Adalberto Farina, l’unico modo per portare la Sardegna fuori dalla crisi è creare occupazione. «Ci sono quattro emergenze che la Regione deve affrontare prima della fine della legislatura – scrive Farina – Innanzitutto, bisogna creare sviluppo e occupazione. Questa è l’unica medicina anche contro lo spopolamento delle zone interne, un fenomeno impossibile da arginare con fantasiose trasmigrazioni di pensionati da altre regioni, come propone la Lega. L’unico antidoto alla fuga dai nostri piccoli centri è il lavoro, quello giovanile in particolare». Senza dimenticare però il ruolo degli anziani, ricorda il segretario. «Nei tre mesi di governo che ancora restano prima delle elezioni regionali, la Giunta deve risolvere almeno quattro problemi che rendono complicata la vita dei pensionati sardi, a partire dalle lunghe liste d’attesa per le prestazioni socio-sanitarie. Poi bisogna ripensare e ridisegnare il welfare regionale secondo percorsi orientati all'inclusione sociale e bloccare la “fuga” dell’Inps dai piccoli centri». Il sindacato dei pensionati propone anche la valorizzazione del lavoro di cura. «L’Italia è un paese sempre più vecchio – dice Farina – Gli anziani hanno bisogno di cure e, nelle famiglie, sono soprattutto le donne ad occuparsene. Si tratta di un vero e proprio lavoro, non retribuito». Per il segretario regionale della Fnp è ora che il lavoro di queste donne venga riconosciuto a fini pensionistici. «Si tratta di una voce fondamentale del welfare del nostro Paese, che è giusto abbia validità previdenziale e pensionistica con l’estensione dei periodi coperti da contribuzione figurativa utili ai fini pensionistici». Una vera e propria pensione, quindi. «La Sardegna è entrata in una spirale recessiva da cui non riesce a uscire. La giunta deve rilanciare lo sviluppo e varare politiche attive per favorire il lavoro giovanile. Solo così l’isola potrà avere una speranza». .

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