Elisoccorso in rivolta: «Noi salviamo vite»
Il personale del 118 contro le strumentalizzazioni politiche
SASSARI. Come soldati in prima linea finiti impallinati dal fuoco amico. Chi lavora nell’elisoccorso rischia di finire schiacciata dalla sassaiola della politica. Da mesi è al centro di una guerra di carta, fatta di comunicati stampa asettici, lontana dalle loro vite in trincea. Accuse che mettono in dubbio la loro professionalità. Il personale dell’elisoccorso non nasconde la propria amarezza dopo il bombardamento mediatico.
Un mese di voli, quasi 300. Vite salvate, interventi in tempi record. Ma di questa attività spesso rimane solo la polemica. «Inutile nascondere che siamo molto amareggiati», spiega Giancarlo Pinna, referente medico della base di Cagliari dell’elisoccorso del 118. Uno dei più esperti. Da 20 anni Pinna è in prima linea. Alle spalle il lavoro con le ambulanze, i voli con gli elicotteri dei vigili del fuoco e con i Falcon dell’aeronautica. Uno che di mestiere ogni giorno sfida la morte e cerca di salvare vite umane.
«Ogni giorno un attacco contro di noi – racconta –. Leggo di episodi mistificati e strumentalizzati. Alla fine non sei più sereno. Spiace che ci sia una mistificazione politica fatta dai detrattori. Ma il bersaglio diventa chi lavora sul campo. È chiaro che non esiste la perfezione, dobbiamo migliorare, ma la narrazione che viene fatta è di un servizio inadeguato fatto da persone incapaci. E questo è falso». Pinna ha volato per anni con l’elicottero dei vigili del fuoco. «Professionisti unici ed eccezionali – dice –. I vigili del fuoco sono essenziali, ma oggi abbiamo un servizio differente. È aumentata l’efficienza. Il personale è stato addestrato per intervenire in tempi più rapidi e in tutte le condizioni. In 20 minuti raggiungiamo qualsiasi angolo della Sardegna e affrontare ogni tipo di intervento. Anche in ambienti ostili ed impervi. Oggi abbiamo una attrezzatura che ci consente di affrontare qualsiasi emergenza sanitaria. Possiamo stabilizzare il paziente e con la strumentazione avanzata intervenire e salvare vite umane. Abbiamo tre basi che ci consentono di intervenire in tempi rapidi. In tre minuti siamo in volo e raggiungiamo il paziente. È facile intuire quanto il tempo sia essenziali in queste situazioni. La tempestività è la differenza tra vivere o morire. Siamo tutti professionisti che arrivano dall’ “Area critica”, medici di emergenza, rianimatori. Tutti con un addestramento specifico per lavorare sugli elicotteri di soccorso. Anche con ambiente impervio e ostile».
E Pinna mostra in modo concreto il suo lavoro. «In questo mese abbiamo salvato molte vite umane. Pazienti in arresto cardicircolatorio che hanno ripreso la loro attività grazie al nostro tempestivo intervento. Altri politraumatizzati, intubati, con drenaggi toracici. Tutti vivi grazie alla nostra tempestività». Pinna demolisce anche uno dei falsi miti dell’elisoccorso. «C’è per esempio la falsa convinzione che il volo notturno sia in tutti i versi sovrapponibile al diurno. Non è vero. Gli addetti ai lavori lo sanno. Il volo notturno serve per i trasferimenti secondari, non per gli interventi primari. In altre parole io la notte posso portare un paziente da un ospedale all’altro. Da un’elisuperficie a un’altra. Ma non posso atterrare in mezzo a una strada o in un luogo non predisposto. Ci sono mille ostacoli invisibili anche con i visori notturni. Faccio un esempio su tutti: i cavi elettrici. Ma è chiaro che questo servizio ha fatto fare un enorme salto in avanti alla sanità sarda. Ha dato un servizio di eccellenza in una regione come la Sardegna in cui i collegamenti sono problematici. In questi 20 anni ho assistito a enormi progressi nel pronto intervento. E mi spiace vedere che a prevalere sia solo la polemica politica e non i risultati concreti di questo servizio».
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