la polemica
Cgil contro Demoskopika: nessun calo
Il sindacato smentisce i dati che attestano la flessione degli iscritti
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CAGLIARI. «Nel 2015 gli iscritti alla Cgil in Sardegna erano 163 mila 212, nel 2016 il dato sale a 166. 701 e nel 2017 a 175 mila 670. Numeri sempre in crescita», sottolinea la Cgil regionale, che smentisce così i dati diffusi dalla ricerca dell’istituto Demoskopika sulla rappresentanza sindacale, secondo la quale la Cgil, in Sardegna, avrebbe perso 7mila tesserati negli ultimi due anni.
«Oltre a non esserci alcun calo – ribatte la Cgil regionale –, appare molto discutibile e poco scientifico il presunto appeal sindacale a cui fa riferimento la ricerca. Le differenze tra i dati relativi al 2017, presenti anche nel sito della Cgil, sono legate alla certificazione degli iscritti e al completamento ancora in corso delle anagrafi che, da quell’anno, seguono un criterio diverso e più complesso: per gli iscritti certificati si dispone di dati anagrafici completi, per gli altri, invece, comunque iscritti effettivi, manca qualche dato e la scheda anagrafica è in corso di aggiornamento».
«Al contrario di altri – aggiunge il sindacato – la Cgil non computa, nel totale degli iscritti, gli aderenti alle associazioni da essa promosse, quali ad esempio Auser, Federconsumatori, che contano circa 400.000 associati. Pertanto, non risulta la flessione del 5,2% che ci viene attribuita relativamente al raffronto tra il 2015 e il 2017».
«Il dato reale – prosegue la nota – è di sostanziale tenuta del tesseramento alla Cgil con un’apprezzabile crescita tra i lavoratori attivi ed una leggera flessione tra i pensionati che si spiega con il forte rallentamento della dinamica pensionistica per effetto della legge Fornero. Infine – conclude la Cgil – non convince ed appare molto discutibile dal punto di vista scientifico il calcolo che Demoskopika fa sul presunto appeal sindacale. Siamo, infatti, in presenza di dati rapportati agli occupati regione per regione, un’operazione ardita data la generosa definizione di occupati data dall’Istat».
«Oltre a non esserci alcun calo – ribatte la Cgil regionale –, appare molto discutibile e poco scientifico il presunto appeal sindacale a cui fa riferimento la ricerca. Le differenze tra i dati relativi al 2017, presenti anche nel sito della Cgil, sono legate alla certificazione degli iscritti e al completamento ancora in corso delle anagrafi che, da quell’anno, seguono un criterio diverso e più complesso: per gli iscritti certificati si dispone di dati anagrafici completi, per gli altri, invece, comunque iscritti effettivi, manca qualche dato e la scheda anagrafica è in corso di aggiornamento».
«Al contrario di altri – aggiunge il sindacato – la Cgil non computa, nel totale degli iscritti, gli aderenti alle associazioni da essa promosse, quali ad esempio Auser, Federconsumatori, che contano circa 400.000 associati. Pertanto, non risulta la flessione del 5,2% che ci viene attribuita relativamente al raffronto tra il 2015 e il 2017».
«Il dato reale – prosegue la nota – è di sostanziale tenuta del tesseramento alla Cgil con un’apprezzabile crescita tra i lavoratori attivi ed una leggera flessione tra i pensionati che si spiega con il forte rallentamento della dinamica pensionistica per effetto della legge Fornero. Infine – conclude la Cgil – non convince ed appare molto discutibile dal punto di vista scientifico il calcolo che Demoskopika fa sul presunto appeal sindacale. Siamo, infatti, in presenza di dati rapportati agli occupati regione per regione, un’operazione ardita data la generosa definizione di occupati data dall’Istat».
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