Aras, sit-in davanti alla Regione
I lavoratori hanno piazzato le tende davanti al Consiglio: «Dormiremo qui»
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CAGLIARI. Quattro tende sistemate sotto i portici del palazzo del Consiglio regionale, in via Roma a Cagliari. È la nuova azione di protesta dei dipendenti dell’Aras, l’associazione allevatori della Sardegna, in sciopero da lunedì 20 agosto per rivendicare i quattro stipendi arretrati con relativi rimborsi chilometrici e, soprattutto, il passaggio nell’agenzia Laore come previsto dalla legge 3 del 2009. «Faremo i turni e resteremo a dormire qui sino a quando non avremo risposte certe», hanno assicurato il segretario regionale di Confederdia, Osvaldo Ibba, e la portavoce del gruppo sit-in Paola Naitana .
Ieri la commissione Agricoltura, presieduta da Luigi Lotto (Pd), ha ascoltato l’assessore degli Affari generali Filippo Spanu ed i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil oltre agli autonomi di Confederdia. L’assessore Spanu si è detto ottimista sulla soluzione positiva della vertenza. «Abbiamo verificato con l’ufficio legislativo del ministero dell’Economia, che dovrà pronunciarsi in ultima istanza sulla deroga alla normativa vigente in materia di finanza pubblica, che la documentazione è completa e potrà essere esaminata in tempi brevi». Sulla base di questa documentazione, ha aggiunto, «riteniamo di aver dimostrato che le ragioni per le quali abbiamo chiesto la deroga sono fondate: da un lato perché i lavoratori Aras svolgono una funzione essenziale per il comparto agricolo regionale, dall’altro perché il loro ingresso in Laore determinerebbe, numeri alla mano, un ignificativo risparmio».
La commissione ha sentito anche i rappresentanti sindacali, che hanno espresso grande preoccupazione per una situazione che si aggrava di giorno in giorno, sia per il mancato pagamento degli stipendi (in arretrato dallo scorso di mese di giugno) che per l’impossibilità dei lavoratori di continuare ad anticipare i costi delle trasferte per recarsi presso le aziende. Sotto accusa, inoltre, l’operato dei commissari liquidatori la cui azione determinerebbe l’impoverimento complessivo dell’associazione e delle sue professionalità con gravi danni per l’agricoltura sarda. I sindacalisti, in sintesi, chiedono alle istituzioni regionali certezza di risorse, a cominciare dal pagamento di tutti gli stipendi maturati, e prospettive chiare per il futuro di tutti i lavoratori. Confederdia, in particolare, ha annunciato che non rimuoverà il presidio allestito sotto il palazzo del Consiglio fino a quando non sarà risolto il problema delle retribuzioni arretrate. Oggi alle 10.30 la commissione proseguirà i suoi lavori con l’audizione dell’assessore dell’Agricoltura Pier Luigi Caria.
Ieri la commissione Agricoltura, presieduta da Luigi Lotto (Pd), ha ascoltato l’assessore degli Affari generali Filippo Spanu ed i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil oltre agli autonomi di Confederdia. L’assessore Spanu si è detto ottimista sulla soluzione positiva della vertenza. «Abbiamo verificato con l’ufficio legislativo del ministero dell’Economia, che dovrà pronunciarsi in ultima istanza sulla deroga alla normativa vigente in materia di finanza pubblica, che la documentazione è completa e potrà essere esaminata in tempi brevi». Sulla base di questa documentazione, ha aggiunto, «riteniamo di aver dimostrato che le ragioni per le quali abbiamo chiesto la deroga sono fondate: da un lato perché i lavoratori Aras svolgono una funzione essenziale per il comparto agricolo regionale, dall’altro perché il loro ingresso in Laore determinerebbe, numeri alla mano, un ignificativo risparmio».
La commissione ha sentito anche i rappresentanti sindacali, che hanno espresso grande preoccupazione per una situazione che si aggrava di giorno in giorno, sia per il mancato pagamento degli stipendi (in arretrato dallo scorso di mese di giugno) che per l’impossibilità dei lavoratori di continuare ad anticipare i costi delle trasferte per recarsi presso le aziende. Sotto accusa, inoltre, l’operato dei commissari liquidatori la cui azione determinerebbe l’impoverimento complessivo dell’associazione e delle sue professionalità con gravi danni per l’agricoltura sarda. I sindacalisti, in sintesi, chiedono alle istituzioni regionali certezza di risorse, a cominciare dal pagamento di tutti gli stipendi maturati, e prospettive chiare per il futuro di tutti i lavoratori. Confederdia, in particolare, ha annunciato che non rimuoverà il presidio allestito sotto il palazzo del Consiglio fino a quando non sarà risolto il problema delle retribuzioni arretrate. Oggi alle 10.30 la commissione proseguirà i suoi lavori con l’audizione dell’assessore dell’Agricoltura Pier Luigi Caria.
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