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Laboratorio digitale in Procura

Laboratorio digitale in Procura

Strumenti all’avanguardia per le inchieste della Direzione antimafia

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CAGLIARI. Il gioiello arriva da Israele: è capace di recuperare da qualsiasi telefonino, anche danneggiato, i cip e le memorie fisiche, così da leggere tutti i dati che quell’apparecchio ha raccolto nella sua vita. Uno strumento d’indagine, unico nel suo genere, che da oggi funzionerà nel laboratorio informatico per le indagini della Procura Distrettuale della Repubblica e della Direzione Antimafia di Cagliari. «Una struttura d'eccellenza – ha detto la procuratrice Maria Alessandra Pelagatti – che ci consentirà di fare accertamenti anche molto importanti a costo zero».

Dotata di moderni computer e di una strumentazione sofisticata, il laboratorio potrà contare su sei investigatori di Pg formati in questi mesi. Realizzata con 250mila euro del milione e mezzo messo in campo dalla Regione per la giustizia digitale, la stanza, al quinto piano dell’ala nuova del tribunale, sarà protetta da una porta blindata. Alla sua realizzazione hanno lavorato il procuratore aggiunto Gilberto Ganassi e i sostituti Daniele Caria e Enrico Lussu. «Questo laboratorio – ha spiegato Caria – consente a sei uomini di effettuare indagini anche molto complesse in pochissimo tempo e non solo per reati informatici».

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