Scuole, emergenza morosi a Sassari: il 40 per cento non versa la retta per la mensa
Paoletta Farina
Nelle casse del Comune in tre anni si è creato un buco di 700mila euro. Ma l’assessora Canu assicura: «Nessuno scolaro sarà tagliato fuori dal servizio»
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SASSARI. «Ai bambini delle famiglie morose non è mai mancato un pasto a scuola, e mai mancherà», assicura Alba Canu, assessora alle Politiche educative. Ma al Comune di Sassari quello degli “insolventi” è un problema. Grosso. Non ha pagato la retta nell’anno scolastico 2017-2018 il 40,75 per cento dei genitori, secondo il rapporto “(Non) Tutti a mensa di Save the Children”, una percentuale altissima che colloca la città in vetta alla classifica di morosità tra gli undici Comuni che prevedono l’esclusione dalla mensa. E in precedenza, non è andata molto meglio. Tanto che, tradotto in soldoni, e questo dato lo fornisce direttamente Palazzo Ducale, nelle casse comunali si è creato un buco di 658 mila 772 euro, accumulato dal 2014 allo scorso anno.
Crisi, povertà che avanza oppure c’è qualcuno che fa il furbo? Gli uffici comunali hanno fatto qualche riflessione valutando modelli Isee e dichiarazioni dei redditi e hanno scoperto che non sono in maggioranza i meno ricchi a “dimenticare” di pagare il bollettino per il servizio di refezione scolastica. Anzi. C’è chi ha acceso un mutuo per comprare una seconda casa, non proprio indispensabile, se vogliamo, ma sulla voce “mensa” del bilancio familiare sorvola. Oppure ha un reddito di tutto rispetto e, chissà perché, non onora il debito.
Pressioni, solleciti, diffide, però, nei loro confronti, non sono finora servite a niente. E alla fine si è scelta un’altra via per costringere i più riottosi a sborsare. «Abbiamo deciso di affidare, con una delibera di giunta del 17 agosto scorso, il recupero delle morosità all’Agenzia delle Entrate-Riscossione», spiega l’assessora. Perché il servizio, per funzionare, ha bisogno del contributo di tutti, sostengono al Comune che contro gli evasori di tasse e tributi sta ingaggiando una vera battaglia. «Nello scorso anno scolastico – continua l'assessora – sono stati spesi per la mensa 2 milioni 875 mila euro e sono stati circa 5000 i pasti forniti quotidianamente. E anche per l’anno scolastico 2018/2019 il Comune darà il servizio di ristorazione scolastica – ricorda l'assessora Canu –, a partire dal primo di ottobre per tutte le scuole di competenza comunale. Confermando il servizio mensa si conferma anche il tempo pieno».
Quindi nessuna intenzione di discriminare i figli di genitori non puntuali nei versamenti. «L’amministrazione di Palazzo Ducale ha da sempre scelto di non escludere bambine e bambini dalla fruizione della mensa. Visto che cresceva il fenomeno dell’evasione, si è deciso di inserire nel regolamento la possibilità di esclusione dalla mensa come deterrente. Purtroppo neanche questo “messaggio” è stato recepito ».
Sarà colpa allora delle tariffe? Sempre il rapporto di Save the Children indica che a Sassari il costo della mensa a carico delle famiglie è pari al 41 per cento. «Le tariffe applicate sono modulate sui redditi delle famiglie, alcune delle quali versano pochi centesimi di euro a pasto, in considerazione di un reddito particolarmente basso. Cifra che tende a diminuire in presenza di più figli che usufruiscono del servizio. Snza contare che in particolari casi di disagio familiare è prevista l’esenzione totale».
«Nonostante le difficoltà obiettive anche nel 2018-2019 forniremo la stessa quantità di pasti – conclude Alba Canu -, e dunque un forte impegno economico per l'amministrazione che continua a garantire il contenimento dei costi per le famiglie e, nel contempo, gli standard di qualità dei pasti, con prodotti di buon livello e in gran parte a filiera corta».
Crisi, povertà che avanza oppure c’è qualcuno che fa il furbo? Gli uffici comunali hanno fatto qualche riflessione valutando modelli Isee e dichiarazioni dei redditi e hanno scoperto che non sono in maggioranza i meno ricchi a “dimenticare” di pagare il bollettino per il servizio di refezione scolastica. Anzi. C’è chi ha acceso un mutuo per comprare una seconda casa, non proprio indispensabile, se vogliamo, ma sulla voce “mensa” del bilancio familiare sorvola. Oppure ha un reddito di tutto rispetto e, chissà perché, non onora il debito.
Pressioni, solleciti, diffide, però, nei loro confronti, non sono finora servite a niente. E alla fine si è scelta un’altra via per costringere i più riottosi a sborsare. «Abbiamo deciso di affidare, con una delibera di giunta del 17 agosto scorso, il recupero delle morosità all’Agenzia delle Entrate-Riscossione», spiega l’assessora. Perché il servizio, per funzionare, ha bisogno del contributo di tutti, sostengono al Comune che contro gli evasori di tasse e tributi sta ingaggiando una vera battaglia. «Nello scorso anno scolastico – continua l'assessora – sono stati spesi per la mensa 2 milioni 875 mila euro e sono stati circa 5000 i pasti forniti quotidianamente. E anche per l’anno scolastico 2018/2019 il Comune darà il servizio di ristorazione scolastica – ricorda l'assessora Canu –, a partire dal primo di ottobre per tutte le scuole di competenza comunale. Confermando il servizio mensa si conferma anche il tempo pieno».
Quindi nessuna intenzione di discriminare i figli di genitori non puntuali nei versamenti. «L’amministrazione di Palazzo Ducale ha da sempre scelto di non escludere bambine e bambini dalla fruizione della mensa. Visto che cresceva il fenomeno dell’evasione, si è deciso di inserire nel regolamento la possibilità di esclusione dalla mensa come deterrente. Purtroppo neanche questo “messaggio” è stato recepito ».
Sarà colpa allora delle tariffe? Sempre il rapporto di Save the Children indica che a Sassari il costo della mensa a carico delle famiglie è pari al 41 per cento. «Le tariffe applicate sono modulate sui redditi delle famiglie, alcune delle quali versano pochi centesimi di euro a pasto, in considerazione di un reddito particolarmente basso. Cifra che tende a diminuire in presenza di più figli che usufruiscono del servizio. Snza contare che in particolari casi di disagio familiare è prevista l’esenzione totale».
«Nonostante le difficoltà obiettive anche nel 2018-2019 forniremo la stessa quantità di pasti – conclude Alba Canu -, e dunque un forte impegno economico per l'amministrazione che continua a garantire il contenimento dei costi per le famiglie e, nel contempo, gli standard di qualità dei pasti, con prodotti di buon livello e in gran parte a filiera corta».
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