I residenti a Sassari pagano di meno
Tariffe: da un minimo di 0,47 centesimi a un massimo di 4,19 euro
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SASSARI. Il costo del servizio mensa viene diviso tra il pubblico e il privato, con le famiglie chiamate a contribuire sulla base di parametri stabiliti dall’amministrazione comunale. Non c’è una regola fissa, dipende dalle scelte del Comune, che fissa anche i tetti minimi e massimi e stabilisce eventuali esenzioni. Per quanto riguarda le tariffe ognuno fa come gli parte. A livello nazionale le tariffe massime variano dai 2,5 euro di Perugia ai 7,2 di Ravenna, mentre il ventaglio delle tariffe minime (esenzione a parte) è compreso tra i 0,3 euro di Palermo e i 6 euro di Rimini. In Sardegna lo scorso anno scolastico le tariffe sono aumentate a Cagliari: +0,18 euro le minime, addirittura +2,15 euro le massime. A Sassari invece non ci sono stati ritocchi. A Cagliari le tariffe sono 0,98 la minima e 6,15 la massima. A Sassari 0,47 la minima e 4,19 euro la massima. Nel nord dell’isola però le famiglie sono chiamate a contribuire in misura maggiore al servizio rispetto alle famiglie del sud: la quota è del 40,9% a fronte del 27,5% di Cagliari. Differenze anche per quanto riguarda le esenzioni. A Cagliari chi le famiglie con Isee sino a 5mila euro non pagano neppure un centesimo, a Sassari sono invece chiamate al contributo minimo di 0,47 centesimo per singolo pasto. Ma anche a Sassari c’è un’ampia platea di esenti sulla base di motivi sociali o segnalazioni degli appositi servizi (per esempio la perdita del lavoro). Infine, le tariffe possono oscillare a seconda del certificato di residenza. Sassari, per esempio, fa parte del gruppo di 28 capoluoghi nei quali i non residenti pagano di più (a ameno che anche in questo caso non ci siano specifiche segnalazioni). Cagliari invece non pone restrizioni: residenti o non residenti, tariffe e agevolazioni sono le stesse. (si. sa.)
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