Stop alla fuga dalla scuola. Regione in campo
di Stefano Ambu
Contro la dispersione stanziati 13 milioni per creare corsi che diano professionalità ai giovani
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CAGLIARI. Federico ha quattordici anni, magari anche qualcuno in più se ha avuto qualche incidente di percorso, e ha concluso le scuole medie. Non ha grandi stimoli per tornare in aula. Però ha un'idea per il suo futuro: vuole fare il meccanico. Si informa su internet e non trova le scuole superiori che fanno per lui. E a quel punto rischia di non fare nulla e di allargare la percentuale di dispersione scolastica che in Sardegna ha un tasso del 18%, è in calo negli ultimi tre anni, ma è comunque lontano dal 10% imposto dall’Unione europea. Per ragazzi come Federico nasce il patto tra istituti professionali ed enti di formazione. Per fermare la fuga dai banchi di scuola c'è una delibera della Giunta Pigliaru che stanzia tredici milioni di euro per offrire competenze ai giovani, garantendo comunque l’esercizio del diritto allo studio. Nell’offerta formativa prevista per i bienni 2018-19 e 2019-20 c'è ad esempio il corso per operatore alla riparazione dei veicolo a motore. Ma siccome non c'è solo Federico e non tutti vogliono mettere le mani su candele e freni ci sono anche lezioni per diventare operatore: della trasformazione agroalimentare, amministrativo segretariale, dei sistemi e dei servizi logistici, della ristorazione, grafico, del benessere, elettrico, ai servizi di vendita e a quelli di promozione e accoglienza. Il provvedimento di indirizzo dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 13 milioni 767 mila euro, tra risorse del Por FSE, e del Programma Garanzia Giovani. «In Sardegna il tasso di dispersione scolastica è ancora alto – ha spiegato il governatore Francesco Pigliaru, illustrando la delibera – e questo intervento mira a recuperare i giovani scoraggiati dalle prospettive della scuola per paura di non trovare un'occupazione. In questo modo offriamo competenze che rendono più probabile trovare un posto». Il presidente ha citato l'esempio della Germania. «Il dialogo tra scuola, enti di formazione e imprese lì è certo molto più intenso che in Italia– ha aggiunto – e frequentare una scuola professionale vale quanto andare in un liceo». Si pensa già ai dettagli. «L’offerta formativa - ha spiegato l'assessora al Lavoro, Virginia Mura – riguarderà tutto il territorio regionale attraverso un sistema unitario in coerenza con i fabbisogni del territorio. L'assessorato curerà la programmazione annuale dei percorsi di istruzione e formazione professionale che saranno poi avviati con calendari didattici allineati a quelli dei percorsi di istruzione». Importante anche il fattore istruzione. «Con questa delibera – ha sottolineato l’assessore della Pubblica Istruzione Giuseppe Dessena, rappresentato in conferenza stampa dal capo Gabinetto Enrico Murgia – garantiamo l'esercizio del diritto allo studio e assicuriamo una nuova e più ampia offerta formativa per gli studenti, che servirà a contrastare la dispersione scolastica. Siamo inoltre convinti di dare così pari dignità alla formazione professionale, rispetto all'intero sistema della filiera dell'istruzione».
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