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Cappellacci: dimesso, ma resto coordinatore

Cappellacci: dimesso, ma resto coordinatore

Il deputato azzurro difende Forza Italia: «Partito vivo e attivo sul territorio, grazie anche ai giovani»

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SASSARI. Dimesso, ma non troppo. Ugo Cappellacci cerca di prendere in mano il timone di Forza Italia. Da una parte ha ribadito che le sue dimissioni da coordinatore regionale sono valide e irrevocabili, dall’altra spiega che in ogni caso il ruolo da coordinatore lo esercita in ogni caso.

«Forza Italia ha un coordinatore regionale: il sottoscritto – afferma –. Pur avendo rimesso il mandato nelle mani del presidente Berlusconi, sono coordinatore a tutti gli effetti e sono operativo». Ma Cappellacci va oltre e contesta anche che esista un impasse in Forza Italia in Sardegna. «Il nostro partito non è immobile – afferma –, ma è pienamente attivo con un’opposizione quotidiana in Consiglio regionale, con i suoi parlamentari, con centinaia di amministratori locali operativi nel territorio. È presente anche fuori dal Palazzo con azioni quali “la piazza delle idee”, finalizzate a raccogliere le proposte dei cittadini per rilanciare quel rapporto immediato con la nostra gente, che è nel dna di Forza Italia».

Il deputato, ed ex governatore, indica anche dove attingere le forze nuove per la rinascita del partito. «Proprio nei nostri rappresentanti delle comunità locali c’è quel “vivaio del rinnovamento” da cui arrivato in questa fase un contributo straordinario di idee, di progetti e di valori, ora organizzato in un vero e proprio “laboratorio politico”, aperto a tutti, che guarda non solo alle sfide imminenti ma a proporre una nuova visione della Sardegna. Anche durante questo cammino di avvicinamento alla sfida delle regionali, Forza Italia lavorerà in continuità con questa azione di rigenerazione del partito, di coinvolgimento delle comunità, di ritorno nelle vie, nelle piazze, nelle case della Sardegna. Con questo spirito aperto e partecipativo stiamo dando un contributo alla nascita di un progetto innovativo, coraggioso per la nostra isola e siamo interessati a concordare con i potenziali alleati prima di tutto la lista delle “cose da fare”».

Cappellacci evita qualsiasi contrasto con l’altro parlamentare azzurro Pietro Pittalis, che solo 24 ore prima si era detto non più disponibile a fare il coordinatore.

L’ex governatore sparge ottimismo, ma dalle sue dimissioni del 18 luglio il partito è rimasto in attesa della nomina di un nuovo coordinatore. Nomina che non è ancora arrivata. Si attendeva un’indicazione da parte del leader nazionale Silvio Berlusconi. Ma fino a ora non è arrivata.

Berlusconi sembra più impegnato a gestire la fase complessa a livello nazionale. E in questo quadro serve una leadership con una grande legittimazione per portare Forza Italia alla guida della coalizione di centrodestra e per discutere con gli alleati di candidature e programma.

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