Verso le comunali, Sassari guarda al passato: tanti ex e zero volti nuovi
A giugno la città è chiamata al voto: Sanna cerca il bis ma passerà per le primarie. Non sono esclusi i ritorni di Ganau e Campus. Nel M5s in pole il consigliere Murru
Il caso sassarese è emblematico e aiuta a capire come il sistema dei partiti non abbia ancora elaborato il fatto che, dopo il 4 marzo, niente sia più come prima. Mentre le lancette dell’orologio girano vorticosamente, nei fumosi pensatoi il tempo si è fermato al 3 marzo. Stesso copione, stesse strategie, stessa fame di potere e di poltrone. Soprattutto, stessi “attori”. Un po’ come nella saga infinita della famiglia Forrester, dove per economizzare sul cast, la povera Brooke era costretta a sposare tutti i maschi di casa.
Il Pd, per esempio. Intorno al tavolo delle candidature siedono (ancora) o mandano loro ambasciatori l’ex presidente del consiglio regionale Giacomo Spissu, l’ex senatore Silvio Lai, il presidente del consiglio regionale ed ex sindaco di Sassari Gianfranco Ganau. A dirigere il traffico dei postulanti c’è il segretario provinciale Giampiero Cordedda, di cui si fa il nome per le regionali insieme a quello di Giovanna Sanna (ex deputata non rieletta), l’assessore Antonio Piu, e altri nomi stranoti: Dolores Lai (area Soru), Gianfranco Ganau ed Esmeralda Ughi (area Ganau). Alle riunioni si affacciano di tanto in tanto il deputato Gavino Manca e l’ex consigliere regionale Giovanni Giagu, scomparso dalla scena politica attiva ma sempre impegnato nella scelta dei cavalli da far correre in una gara dove, stando ai sondaggi, al momento attuale il Partito democratico può ambire a piazzare uno o due consiglieri regionali.
Dèjà-vu anche le nomination Pd alle primarie per il candidato sindaco del centro sinistra. Di certo ci sarà l’uscente Nicola Sanna, che quasi certamente avrà come sfidanti l’ex assessora Monica Spanedda (dimessasi poco tempo fa) e forse l’ex senatore Silvio Lai.
Negli ambienti politici si parla insistentemente anche di un ritorno di Gianfranco Ganau anche ai blocchi di partenza della corsa alle comunali. Se confermata, la candidatura a Palazzo Ducale dell’ex sindaco, sconfitto alle Politiche di marzo, sarebbe un ritorno ma anche un remake di una sfida epica con Nanni Campus. In corsa ci sarebbe anche l’ex sindaco di An sconfitto da Ganau nel 2005. Da mesi Campus è in prudente attesa nei pressi della rampa di lancio per una candidatura che raccoglierebbe i consensi del Partito dei Sardi e di un gruppo vicino al centro destra.
Mentre è un gruppo di aspiranti civiche, per ora sostenuto da un think tank confluito nella associazione “Sassari Libera”, a portare avanti la candidatura dell’avvocato Luigi Satta.
Restano alla finestra Forza Italia, Lega e Psd’Az, probabilmente in attesa di conoscere le future alleanze in elaborazione nei palazzi cagliaritani e romani. Nell’attesa, il consigliere comunale “azzurro” Manuel Alivesi è l’unico a non nascondere le sue ambizioni su Palazzo Ducale. Ed è di ieri la candidatura, fino ad ora l’unica certa della bancaria Gabriella Serra, 53 anni, a candidata sindaca da parte di Energie per l’Italia.
Tutto tace invece sul fronte del M5S dove, a giudicare dal fatto che non si è candidato alle “regionarie” come la sua collega Desirèe Manca, potrebbe riprovarci l’ex candidato sindaco Maurilio Murru.
Oltre al fatto che i programmi arriveranno dopo le candidature (invece dovrebbe essere il contrario) qualcosa accomuna tutti questi personaggi e interpreti della scena politica sassarese. Intanto, soprattutto la parola “ex”. Dal punto di vista strettamente politico, qualche “sceneggiatore” e qualche aspirante candidato è vissuto dall’elettorato come una offerta politica dalla freschezza di un surgelato scongelato e ricongelato.
Questo significa essenzialmente due cose. La prima è che, mentre fuori tutto cambia, nelle stanze del potere sassarese niente è cambiato neppure dopo il 4 marzo. A parte il potere, che per alcuni si è volatilizzato. La seconda osservazione è che Sassari non sembra (ancora) in grado di esprimere volti nuovi, personalità del mondo civile che abbiano voglia di mettersi in gioco per il bene della città. E questo è, oltre che preoccupante, anche un po’ triste.
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