La Nuova Sardegna

Erriu: «Stop alla legge ritorni in commissione»

di Luca Rojch
Erriu: «Stop alla legge ritorni in commissione»

In una lettera riservata inviata a Pigliaru l’assessore non nasconde la delusione Il testo dovrebbe entrare oggi in aula, ma ora rischia di saltare la discussione

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CAGLIARI. Il rischio in queste settimane è stato appena sussurrato, quasi ad evitare che si materializzasse. Ma la legge urbanistica sembra a un passo da affondare nel pantano all’ultimo miglio. Ed è molto più di un’ipotesi.

Oggi il disegno di legge entra in aula, ma potrebbe finire nelle sabbie mobili in poco tempo. Il motivo è semplice e drammatico, per la maggioranza, non ci sarebbero i numeri per approvarla. Il pericolo che l’aula faccia franare il castello di regole urbanistiche è più che un’ipotesi. Tanto che la stessa giunta valuta una exit strategy. O Almeno un rinvio.

La possibilità che la legge ritorni in commissione urbanistica si fa concreta.

La conferma arriva da una lettera riservata che l’assessore all’Urbanistica Cristiano Erriu ha inviato al governatore Francesco Pigliaru.

Una missiva in cui Erriu sfoga tutta la sua amarezza per il percorso che il disegno di legge ha seguito. Perché spesso a sforacchiare il Ddl è stato più il fuoco amico che quello dell’opposizione. E a essere sinceri se la legge fosse arrivata in aula un anno fa forse i voti del centrodestra, almeno di una parte, sarebbero arrivati. Ma è impossibile pensare a una stampella azzurra per far passare la legge. Si respira già l’ossigeno elettorale anche solo per ipotizzarlo. Il Partito dei Sardi ha già fatto sapere da tempo che la legge urbanistica senza ampie modifiche non l’avrebbe votata. C’è il malcontento dell’universo ambientalista, e di una parte della sinistra.

In altre parole la margherita è rimasta quasi senza petali. E Erriu chiede a Pigliaru di riportare la legge in commissione. Alla ricerca di una ulteriore condivisione. Il rischio è che le regole del mattone si dissolvano davanti al muro di nebbia dei tempi della burocrazia.

Ma la giunta sembra essere in un vicolo cieco. Tentare l’atto di forza in consiglio potrebbe portare allo schianto della maggioranza. L’assessore non parla di dimissioni, ma nella missiva traspare l’amarezza. «Sui contenuti della proposta abbiamo realizzato un percorso pubblico di confronto». E ancora «Ritengo che il lavoro fatto abbia consentito di raggiungere, sul testo approvato, un livello alto di mediazione. Ciò è avvenuto in un contesto a tratti burrascoso. Si è visto e letto di tutto sullo sfondo della polemica politica. Ci sono stati colpi bassi, tentativi di discredito personale, travisamento malizioso delle condizioni oggettive». «La mia sensazione è che cominci a farsi strada l’idea che in fondo questa riforma urbanistica in Sardegna, in quanto riforma vera e profonda, generi conflittualità sociale e culturale e rompa abitudini consolidate». Poi l’affondo. «La mia opinione è che non possiamo non prendere atto che non ci sono i numeri e che manca la volontà politica di andare avanti nella discussione di questa legge. E non possiamo che essere coerenti con noi stessi quando affermiamo che un provvedimento di questo tipo non può essere approvato a colpi di maggioranza o con accordi consiliari poco trasparenti». E il mancato pronunciamento del Cal è stato l’ultimo atto che ha messo inchiostro nella penna di Erriu. «Manca un pilastro (il parere del Cal ndr) senza il quale si va a costruire un edificio che, sebbene io consideri solido e stabile, non può assolutamente mancare. Una legge coem questa ha bisogno di una certificaizoen politica da parte dei Comuni».

E la richiesta. «Ti chiedo di prendere tutte le iniziative necessarie perché il provvedimento ritorni all’attenzione della commissione competente con il solo fine di trovare ulteriori e indispensabili livelli di condivisione in particolare con le autonomie locali della Sardegna».

Difficile che la legge entri in aula se è lo stesso assessore a chiedere un ritorno in commissione. Il rischio è che il testo non torni più in aula. A febbraio si vota e incombe anche la discussione e approvazione della Finanziaria. La giunta Pigliaru rischia di vedere evaporare uno dei pezzi forti su cui aveva impostato il finale della sua legislatura. Un colpo letale per il centrosinistra.

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