L’inchiesta della Ddat
Il gip: confermate le accuse per Caria L’Ypg è un’organizzazione terroristica
di Mauro Lissia
CAGLIARI. Il Pkk è un’organizzazione che agisce su un doppio livello: a un’attività di natura squisitamente politico-culturale affianca un’attività violenta, organizzata militarmente e diretta a...
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CAGLIARI. Il Pkk è un’organizzazione che agisce su un doppio livello: a un’attività di natura squisitamente politico-culturale affianca un’attività violenta, organizzata militarmente e diretta a conseguire con ogni mezzo l’indipendenza del Kurdistan. Dal 4 agosto 2017 il Consiglio europeo include il Pkk fra le organizzazioni terroristiche e «questo comporta sotto il profilo gravemente indiziario che anche l’Yfb possa qualificarsi quale associazione con finalità di terrorismo». Lo scrive il gip Lucia Perra nel provvedimento firmato due giorni fa col quale ha disposto, su richiesta del sostituto procuratore della Ddat Danilo Tronci, il sequestro preventivo del passaporto intestato a Pierluigi Luisi Caria, il giovane nuorese che da tempo combatte sul fronte della Siria per difendere il popolo curdo dagli attacchi dell’Isis. Il giudice conferma pienamente la tesi della Direzione distrettuale antiterrorismo: Caria fa parte dell’Yfb ed è lui stesso, in diverse conversazioni intercettate, a riconoscere che quell’organizzazione è legata a filo doppio con il Pkk. «La costante giurisprudenza di legittimità - scrive il giudice Perra, riferendosi a un pronunciamento della Corte di Cassazione del 2017 - ritiene necessario che l’azione del singolo si innesti nella struttura organizzata, cioè che esista un contatto operativo, un legame anche flebile ma concreto tra il singolo e l’organizzazione, che in tal modo abbia consapevolezza anche indiretta dell’adesione da parte del soggetto agente». I dialoghi intercettati dimostrano che Luisi è stato in Siria, si è addestrato alla guerra e ha preso parte al conflitto dalla parte dell’Yfb, mettendo a disposizione la propria vita e condividendo ideologia e strategie operative del Pkk. E se è vero che il Pkk lotta contro un’organizzazione ferocemente terroristica come l’Isis - avverte il gip - è vero anche che la stessa organizzazione è impegnata su altri fronti al punto da essere considerata a sua volta un’organizzazione terroristica. Quindi, se Caria non è accusato di aver partecipato direttamente ad azioni illegali, l’articolo 270 quater del codice penale impone comunque di impedirgli l’espatrio per evitare che ritorni a operare nell’Yfb. Esattamente quello che il giovane nuorese si preparava a fare quando la Digos di Nuoro gli ha sequestrato il passaporto. I poliziotti hanno trovato fra l’altro nel suo pc tracce di ricerca per un volo dall’Italia verso l’Iraq, passando da Monaco di Baviera. Un dialogo telefonico con la madre dimostra che il viaggio era imminente. Da qui l’urgenza, condivisa dal giudice, di togliergli i documenti utili all’espatrio, una misura minima che circoscrive con chiarezza le responsabilità del giovane: di certo non è un terrorista pericoloso, ma solo un guerrigliero inquadrato in un ruolo altamente a rischio. Il provvedimento è stato notificato ieri a Caria e al suo difensore, Gianfranco Sollai: «Valuteremo se ricorrere al riesame - ha spiegato il legale - ma intanto facciamo presente che la Corte d’Appello di Bruxelles si è già espressa in modo diverso, affermando che in Turchia è in corso un conflitto armato e che il Pkk è un partito belligerante in quel conflitto, quindi non può essere considerato un’organizzazione terroristica. I giudici, è scritto nella decisione del 9 maggio 2017, hanno affermato che “l’obiettivo del Pkk non è quello di terrorizzare la popolazione” ma di combattere per i diritti dei Curdi». Si tratta di capire quale peso possa avere questa decisione, che l’avvocato Sollai intende utilizzare nel procedimento penale contro Luisi Caria: fino ad ora il Consiglio europeo, come spiega il giudice Perra, non ha modificato le proprie valutazioni sul Pkk e di conseguenza sull’Ypg.
Intanto il leader dell’Asce Antonello Pabis, indagato per favoreggiamento, ha scritto sul profilo facebook di Caria: «In gioco non c'è solo la vita mia e di Luisi, ma quella di tutti. Non ce l'hanno solo con le nostre persone: hanno obiettivi più grossi, magari incasinare le cose in vista delle elezioni regionali? Non facciamoci distrarre, il nostro coinvolgimento è casuale, anzi a noi non faranno un baffo, preoccupiamoci di respingere l'attacco e riempirli di ridicolo come già sta succedendo e meritano».
Intanto il leader dell’Asce Antonello Pabis, indagato per favoreggiamento, ha scritto sul profilo facebook di Caria: «In gioco non c'è solo la vita mia e di Luisi, ma quella di tutti. Non ce l'hanno solo con le nostre persone: hanno obiettivi più grossi, magari incasinare le cose in vista delle elezioni regionali? Non facciamoci distrarre, il nostro coinvolgimento è casuale, anzi a noi non faranno un baffo, preoccupiamoci di respingere l'attacco e riempirli di ridicolo come già sta succedendo e meritano».
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