La Nuova Sardegna

Tempio sempre in affanno «Aspettiamo fatti concreti»

di Marco Bittau
Tempio sempre in affanno «Aspettiamo fatti concreti»

Il presidente del tribunale: «Bonafede è sensibile alle nostre emergenze L’organico è ai minimi termini ed è complicato portare avanti i processi»

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TEMPIO. Le parole rassicuranti del ministro Bonafede nell’intervista rilasciata alla Nuova Sardegna rompono il muro di silenzio sullo stato di salute della giustizia in Sardegna. Però non basta, e allora si leva alto il grido d’allarme dai palazzi di giustizia della Sardegna. Dai piccoli tribunali, soprattutto, rimasti senza giudici e dove ormai non si celebrano quasi più i processi. Per non parlare dei procedimenti per gravi reati chiusi per prescrizione. «Denegata giustizia», dice con tono forte Giuseppe Magliulo, presidente del tribunale di Tempio, uno degli avamposti di frontiera dell’amministrazione giudiziaria in Sardegna. Un mare di fascicoli dimenticati e a disposizione un pugno di magistrati di prima nomina o applicati. Cioè, l’anticamera del collasso.

«Il ministro – dice Magliulo – mostra interesse e sensibilità verso i problemi dell’amministrazione giudiziaria in Sardegna, soprattutto quando parla del mantenimento degli uffici esistenti e dell’esigenza di potenziarli. Ora però attendiamo fatti concreti, perché a Tempio, ad esempio, ormai è impossibile celebrare i processi, nel senso che non ci sono più magistrati se non di prima nomina o applicati a tempo determinato».

I numeri della crisi sono preoccupanti. Dopo l’ennesimo trasferimento, qualche giorno fa, il tribunale oggi ha a disposizione 7 giudici su 11 in pianta organica, con una scopertura del 36%. Dei 7 giudici presenti, due sono in applicazione per sei mesi: uno nella sezione penale, arrivato il 12 settembre e che andrà via a marzo, e l’altro nella sezione civile, che terminerà a novembre. Mancano soprattutto giudici con funzione di gip e gup. In più, a giorni un altro giudice andrà via, trasferito a Roma. Un disastro. Da quando ha preso in carica il tribunale gallurese, il presidente Magliulo ha continuamente segnalato la grave situazione dell’organico. Le ultime tre lettere sono partite proprio nei giorni scorsi: una al ministro, una al Csm e una al presidente della Corte d’appello. «Ho scritto tutto a tutti e ho espressamente indicato i due punti centrali su cui si potrebbe facilmente intervenire per cercare di risolvere il problema – dice Magliulo – il primo riguarda ancora il ricorso ai benefici della sede disagiata che permetterebbe di avere una quota di magistrati in più con una permanenza vincolata di quattro anni per il giudice che arriva a Tempio, una garanzia importante per l’organizzazione dell’ufficio. Di recente la pubblicazione del bando è stata fatta contemporaneamente per Sassari e per Tempio e questo ha determinato che tutti e 5 i magistrati disponibili hanno scelto come sede Sassari e non Tempio. Il ministero potrebbe adesso ripubblicare il bando ma dando la priorità a Tempio in modo che i magistrati vengano qui». «La seconda richiesta che ho avanzato – aggiunge il presidente Magliulo – riguarda l’istituzione nel tribunale di Tempio dei presidenti di sezione, cosa peraltro già avvenuta altrove. In pratica, si tratta di riconoscere a un giudice ordinario un ruolo semidirettivo. In questo modo un magistrato sarebbe incentivato a venire a Tempio. Abbiamo tutti i numeri per poter mettere in campo questi interventi che, peraltro, sono anche a costo zero per l’amministrazione giudiziaria. Per noi sono indispensabili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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