Paci: mossa elettorale? No, chiediamo giustizia
L’assessore ricorda le «tre finanziarie impugnate». Cappellacci, Fi: stracciare l’accordo con Padoan
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. L’interpretazione autentica della lettera scritta di suo pugno e inviata al ministro Tria la dà l’assessore al Bilancio Raffaele Paci. «La lettera a Tria non è una mossa elettorale – spiega Paci –, ma una forte, decisa, convinta richiesta di chiudere la stagione degli accantonamenti avendo di fatto il Governo chiuso quella dell’austerità e del risanamento del debito pubblico nazionale. Chi dice che ci siamo svegliati adesso e che facciamo richieste al governo Conte solo perché non amico, è in malafede o ha memoria corta. La giunta Pigliaru ha impugnato le ultime tre finanziarie dei governi Renzi e Gentiloni e la battaglia sugli accantonamenti la portiamo avanti da anni. Non esistono governi amici ma l’interesse dei nostri cittadini e della nostra regione, e in nome di quegli interessi sono convinto che si debba portare avanti una battaglia comune, qui in Sardegna e in Parlamento, ognuno nel suo ruolo ma con uno stesso obiettivo per riprenderci quei 684 milioni da destinare a politiche di sviluppo».
E Paci risponde anche a Cappellacci. «I bilanci non si fanno con le sentenze della Corte Costituzionale, gli stessi giudici scrivono che serve il passaggio politico per trovare l’accordo. La Corte fa sentenze, non scrive i bilanci, né quelli statali, né quelli regionali. È del tutto inutile continuare a evocare ricorsi che non avrebbero garantito automaticamente l’arrivo di miliardi di risorse. Con gli accordi firmati abbiamo chiuso la vertenza entrate rimasta aperta per dieci anni assicurando 900 milioni di arretrati e 150 in più all’anno. Non per questo abbiamo rinunciato a impugnare tre Finanziarie consecutive dello Stato perché le ritenevamo lesive degli interessi della Sardegna. Rilancio la richiesta al ministro Tria».
Secca la replica di Cappellacci. «È l’accordo Paci-Padoan che consente allo Stato di scippare 4 miliardi alla Sardegna. L’unica cosa da fare è stracciarlo e mandare a casa chi lo ha firmato – dice Cappellacci –. Con quella firma ha ritirato tutti i ricorsi presentati dalla mia giunta alla Corte Costituzionale e ha rinunciato ai benefici di quelli già vinti. Lui e tutto il centrosinistra parlavano “accordo storico”, ma regalavano i soldi dei sardi allo Stato. Proprio sulla questione accantonamenti la Valle d’Aosta ha presentato un ricorso uguale al mio, non lo ha ritirato, ha vinto. Se ci fossero ancora dubbi, è stata la Corte Costituzionale nel 2017 a chiarire il danno gravissimo causato da Paci e Pigliaru alla Sardegna, rilevando che l’accoro firmato dai due ‘scienziati’, a differenza di quello siglato da altre Regioni, non escludeva ulteriori contributi al risanamento della finanza pubblica. Insomma, è stato Paci a dare via libera allo Stato per portare via il salvadanaio dei sardi».
E Paci risponde anche a Cappellacci. «I bilanci non si fanno con le sentenze della Corte Costituzionale, gli stessi giudici scrivono che serve il passaggio politico per trovare l’accordo. La Corte fa sentenze, non scrive i bilanci, né quelli statali, né quelli regionali. È del tutto inutile continuare a evocare ricorsi che non avrebbero garantito automaticamente l’arrivo di miliardi di risorse. Con gli accordi firmati abbiamo chiuso la vertenza entrate rimasta aperta per dieci anni assicurando 900 milioni di arretrati e 150 in più all’anno. Non per questo abbiamo rinunciato a impugnare tre Finanziarie consecutive dello Stato perché le ritenevamo lesive degli interessi della Sardegna. Rilancio la richiesta al ministro Tria».
Secca la replica di Cappellacci. «È l’accordo Paci-Padoan che consente allo Stato di scippare 4 miliardi alla Sardegna. L’unica cosa da fare è stracciarlo e mandare a casa chi lo ha firmato – dice Cappellacci –. Con quella firma ha ritirato tutti i ricorsi presentati dalla mia giunta alla Corte Costituzionale e ha rinunciato ai benefici di quelli già vinti. Lui e tutto il centrosinistra parlavano “accordo storico”, ma regalavano i soldi dei sardi allo Stato. Proprio sulla questione accantonamenti la Valle d’Aosta ha presentato un ricorso uguale al mio, non lo ha ritirato, ha vinto. Se ci fossero ancora dubbi, è stata la Corte Costituzionale nel 2017 a chiarire il danno gravissimo causato da Paci e Pigliaru alla Sardegna, rilevando che l’accoro firmato dai due ‘scienziati’, a differenza di quello siglato da altre Regioni, non escludeva ulteriori contributi al risanamento della finanza pubblica. Insomma, è stato Paci a dare via libera allo Stato per portare via il salvadanaio dei sardi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
