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Riformatori: folle rinunciare alle accise

Riformatori: folle rinunciare alle accise

Fois: ripartire da quella vertenza. Fenu, M5s: attacco strumentale

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CAGLIARI. Più che un commento una sfida che il segretario dei Riformatori Pietrino Fois. «Paci abbia coraggio e noi gli votiamo la finanziaria 2018, presenti una finanziaria politica e non contabile. Metta all’articolo 1 della prossima finanziaria i 650 milioni di accantonamenti e il miliardo delle Accise, dei 4 miliardi che il governo ci deve ogni anno, e noi la sosteniamo. Se ha coraggio politico e la smette di piagnucolare contro i governi noi ci siamo. Diciamo con chiarezza che non intendiamo sostenere questa maggioranza, siamo solo interessati a battere i pugni contro governi che hanno preso in giro i Sardi». Critiche arrivano dal senatore dei 5 Stelle Emiliano Fenu. «Da tecnico della materia qual è, l’assessore Paci sa bene che non c’è alcuna correlazione tra la manovra Conte e il tema degli accantonamenti. Ma come per tutti i maggiori problemi che attanagliano l’isola, il vicepresidente della giunta regionale prova a fare la voce grossa solo ora che a Roma non c’è più il governo amico di centrosinistra e usa strumentalmente l’argomento per provare a ridare fiato alla campagna elettorale per le regionali che vede la Giunta Pigliaru in estrema difficoltà. La questione degli accantonamenti è ben chiara ai parlamentari del Movimento, così come è ben chiaro che la situazione economica dell’isola è stata aggravata dagli accordi capestro firmati a suo tempo da Pigliaru e Paci con i governi di centrosinistra». Anche il consigliere regionale Michele Cossa e Franco Meloni, del centro studi dei Riformatori intervengono sull’argomento. «Ancora una volta Paci dimostra di avere memoria corta, dimentica che oggi il problema degli accantonamenti sarebbe molto meno pesante se la giunta non avesse rinunciato a suo tempo alla vertenza-accise, che costano ad oggi oltre tre miliardi di euro l'anno ai sardi. Nel 2014 Pigliaru e la sua giunta sottoscrissero un accordo suicida con lo Stato sulle entrate che spettavano alla Regione, e si impegnò a ritirare tutti i ricorsi che furono presentati alla Corte Costituzionale da parte della Giunta precedente e persino a rinunciare ai benefici che sarebbero potuti derivare dall’accoglimento di altri ricorsi».

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