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Addio ruderi, si respira il profumo dei campi

Addio ruderi, si respira il profumo dei campi

La casa delle tisane “Le stagioni d’Italia” è già un brand. Tra le nuove colture citronella e stevia

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ARBOREA. Il profumo è quello dell’Eucaliptus, ma anche del basilico. Essiccati, pronti nei sacchi e sulla via della trasformazione in tisane che il brand “Le stagioni d’Italia” sta già commercializzando. In questo ufficio centrale dove un tempo c’erano le stalle, e un anno fa solo muri diroccati e tetti cadenti, è una sinfonia di profumi. «Basilico, la citronella, lavanda, elicriso, salvia. E poi peperoncino. E stevia», lo dice con orgoglio, Enrico Costa, che si occupa del piano colturale. Al Centro 3 Sassu c’è un’aria di trasformazione pervasa dai profumi ampliati dalla giornata un po’ piovosa, che esalta le essenze. Arrivando, per la Strada 18, ci sono distese ordinate di coltivazioni. «C’è la lavanda, in primavera sembrerà distare in Provenza», aggiunge Giuseppe Ledda, responsabile del Centro. E Pietro Arghittu porge una manciata di piante essiccate. «Assaggiate». Dolcissima, è stevia rebaudiana, regina dei dolcificanti naturali. Solo ad Arborea si coltivano 40 ettari di piante officinali, la più importante estensione in Italia.

Sarà poi la volta di timo, maggiorana, rosmarino, origano. È il paradiso per l’olfatto e per gli occhi. Nell’ampio piazzale davanti alla costruzione centrale dove ci sono gli uffici, sarebbe dovuta sorgere una piscina. Ma non si farà. «Avremmo dovuto fare troppe modifiche e attendere tempi lunghi» spiega Ester Zazzero, l’architetta alla quale è stato affidato il restauro conservativo del Centro. E in effetti, «è stata mantenuta in tutto e per tutto la struttura originaria esterna. Questo per due ragioni: si tratta di un centro realizzato nel dopoguerra, nel 1954, e comunque più di cinquant’anni fa e quindi parte del Centro matrice, come lo definisce il Piano paesaggistico. E di conseguenza, bisognava mantenerne l’architettura identitaria», conclude l’architetta. Questo ha anche permesso di saltare la procedura di valutazione di impatto ambientale: nulla è stato modificato.

Dentro i capannoni, sementi a marchio Sis, la Società italiana sementi, di recente acquisita da Bonifiche Ferraresi, a ulteriore dimostrazione della spasmodica ricerca del controllo assoluto sulla qualità, dal seme al prodotto finito. L’interno delle vecchie strutture rimesso a nuovo, dietro il centro direzionale i vecchi silos recuperati. Questo Centro 3 sarà lo show room del modello di un’agrizootecnia che guarda al futuro e non intende dimenticare il passato. Immersa tra profumi e colori della memoria.(simonetta selloni)



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