La sentenza
Secondo la Cassazione c’è un nesso tra l’uranio e le patologie tumorali
SASSARI. «Riconosciuto il nesso causale tra uranio impoverito e patologie tumorali e riconosciuta la colpa della Difesa nell’aver ignorato i pericoli nell’esporre i militari su teatri operativi in...
1 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. «Riconosciuto il nesso causale tra uranio impoverito e patologie tumorali e riconosciuta la colpa della Difesa nell’aver ignorato i pericoli nell’esporre i militari su teatri operativi in cui vi era stato l’utilizzo di munizionamento all’uranio impoverito». Così Domenico Leggiero, dell'Osservatorio Militare commenta la sentenza della Cassazione che ha rigettato due motivi del ricorso avanzato dal ministero contro la decisione della Corte d'appello di Roma che aveva confermato la condanna in primo grado della Difesa per «condotta omissiva», non avendo protetto adeguatamente il caporalmaggiore Salvatore Vacca, morto di leucemia l’8 settembre 1999 dopo una missione in Bosnia con la Brigata Sassari, nel novembre 1998. Accolto invece il terzo motivo del ricorso del ministero della Difesa, quello sui risarcimenti. Con i primi due motivi il ministero aveva chiesto la nullità della sentenza d'appello. Entrambi sono stati respinti. Accolto invece il terzo, con il quale la Difesa aveva contestato i risarcimenti richiesti dai familiari di Vacca. La Cassazione ha rinviato per nuovo esame alla Corte d'appello di Roma. La Difesa aveva chiesto che l'indennizzo venisse scomputato dalle somme liquidabili a titolo di risarcimento del danno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google