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Cna: poche imprese sfruttano le agevolazioni

Cna: poche imprese sfruttano le agevolazioni

Tante occasioni perse, dai contratti di rete ai mutui a tasso zero per i giovani I sostegni pubblici assorbiti dalle regioni più ricche e dalle attività più grandi

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SASSARI. Tanti gli incentivi per fare impresa. Ma le piccole e medie imprese sarde hanno difficoltà a sfruttare le agevolazioni. Di chi è la colpa? «Negli ultimi anni gli strumenti di politica industriale e i sostegni pubblici al sistema produttivo sono stati assorbiti quasi per intero dalle aree più ricche del paese e dalle imprese più grandi. E questo nonostante la penuria di liquidità e la difficoltà per le imprese sarde di accedere al credito». A denunciarlo sono Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna, che hanno presentato i risultati di una ricerca condotta dal centro studi della Confederazione degli artigiani sulla base dei dati del ministero per lo Sviluppo economico.

Tante, anzi tantissime le occasioni perse. Si parte dai contratti di rete, un modello di collaborazione tra imprese per competere meglio sui mercati. In Sardegna, dal 2010 ad oggi i contratti di rete hanno coinvolto poco meno di 600 imprese, 4 aziende su mille attive, un dato molto inferiore alla media nazionale (5,9%). Nella maggior parte dei casi si tratta di collaborazioni tra imprese nel settore turistico alberghiero e agroalimentare, sono inoltre rarissimi i casi di accordi tra imprese sarde e imprese di altre regioni.

Stesso discorso per i contratti di sviluppo, nati per favorire la realizzazione di programmi innovativi nel settore industriale, turistico e di tutela ambientale. Dal 2011 ad oggi a livello nazionale sono stati erogati 2,3 miliardi di agevolazioni. Alla Sardegna sono toccati solo 106 milioni, il 4,6% del totale, per finanziare appena tre progetti.

E ancora: solo 11 le start-up attivate dal 2014 al 2018 grazie alle agevolazioni Smart&Start: la Sardegna è al quinto posto tra le regioni del sud e al 13esimo a livello nazionale. Tanto per fare un paragone in Campania i progetti avviati sono stati ben 62 per 31 milioni di agevolazioni, in Abruzzo 28 (per 16 milioni di euro), in Sicilia 26 (12 milioni), in Puglia 16 progetti per 10 milioni di euro. Da questi dati emerge chiaramente come le altre regioni del Sud abbiano utilizzato questa agevolazione in maniera molto più spinta rispetto alla Sardegna.

Lo studio della Cna esamina anche gli incentivi destinati ai giovani e alle donne che vogliono aprire una micro-impresa. Solo 21 i mutui a tasso zero per i giovani imprenditori isolani: un tasso di accettazione del 15% contro il 17,7% della media nazionale.

Difficile per le imprese sarde anche accedere alle agevolazioni previste dalla Nuova Sabatini, lo strumento che sostiene l’accesso al credito a tassi agevolati per acquistare nuovi macchinari, impianti e attrezzature. Fino al mese di settembre in Sardegna sono stati deliberati finanziamenti pari allo 0,7% del totale nazionale (arrivato a quasi 13 miliardi). E ancora, le Pmi sarde che hanno avuto accesso nel 2017 al Fondo di garanzia sono circa 20 ogni mille (23 la media nazionale), le garanzie concesse l’1,4% del totale nazionale. In termini di garanzie concesse sui finanziamenti richiesti, in Sardegna si registra appena l’1,4% dei fondi nazionali, mentre il 56% dei finanziamenti garantiti si localizza al Nord, il 14,7% nel Centro e il 29% nel Sud.

«Questa indagine avvalora la nostra tesi – concludono i vertici della Cna – In questi anni gli strumenti di politica industriale, in assenza di elementi di equilibrio, ad esempio con quote dedicate, fra i diversi segmenti di impresa e soprattutto fra le aree con differenti condizioni di sviluppo, hanno favorito soprattutto le aree più ricche del paese». (g.z.)

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