Deiana, Anci: «Bene, ma ora restituiteci tutto»
Le richieste dell’associazione: fondi per intero e tempi più lunghi per i bandi e gli appalti
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SASSARI. Soddisfatto, anche se il risultato ottenuto è ancora parziale. Emiliano Deiana, presidente regionale dell’Anci, commenta positivamente lo sblocco delle risorse. «La Consulta ha stabilito ciò che Anci sostiene da tempo, cioè l’illegittimità del congelamento degli avanzi di amministrazione». Secondo uno studio elaborato proprio da Anci Sardegna nel giugno del 2017, ammontano a 1,4 miliardi di euro le risorse inutilizzabili custodite nelle casse comunali. Con i centri più grossi a detenere le quote maggiori, ma con situazioni molto critiche anche in numerosi piccoli centri dove anche una cifra minima può fare la differenza e dove non sempre si riesce – per questioni di tempo, paletti burocratici o stop di natura giudiziaria – ad avviare la spendita delle risorse entro il tempo fissato dalle regole di patto di stabilità e bilancio armonizzato. «Ora restano almeno un paio di punti da chiarire – dice Emiliano Deiana –. Per quanto riguarda le risorse liberate, chiediamo che sia autorizzata la spesa anche nel 2019 non costringendo gli amministratori a fare le corse tra bandi, progettazioni e assegnazioni. E poi è importante che dopo avere sbloccato la quota relativa agli investimenti, si dia il via libera anche alla possibilità di utilizzare i fondi per i servizi. Per esempio quelli per le povertà o per il piano Ritornare a casa: alcune amministrazioni – per vari motivi – loro malgrado hanno ritardato le assegnazioni sino a incappare nel bilancio armonizzato che ha imposto il blocco. Infine – sottolinea Deiana – è importante che da parte dello Stato ci sia adeguata copertura finanziaria: al momento ho sentito parlare di 183 milioni, una somma assolutamente inadeguata».
Nello studio di un anno fa Anci Sardegna aveva fatto la somma dello scippo subìto dagli enti locali da parte dello Stato: secondo i conteggi dell’associazione, oltre 1,4 miliardi bloccati per il patto di stabilità, dal 2013 le casse comunali sono state vittime di tagli per un ulteriore miliardo e 200 milioni. Dunque all’appello mancano 2,6 miliardi. Con la Sardegna che tra le Regioni più di tutte ha subìto le sforbiciate di Stato: -43 per cento dal 2010 al 2015, al secondo posto ben distanziata con -34 per cento c’è la Sicilia, poi la Calabria e la Campania.
In questo contesto così complicato la possibilità di utilizzare 785 milioni di euro non è la soluzione del problema ma sicuramente è una vitale boccata d’ossigeno per i Comuni agonizzanti. (si. sa.)
Nello studio di un anno fa Anci Sardegna aveva fatto la somma dello scippo subìto dagli enti locali da parte dello Stato: secondo i conteggi dell’associazione, oltre 1,4 miliardi bloccati per il patto di stabilità, dal 2013 le casse comunali sono state vittime di tagli per un ulteriore miliardo e 200 milioni. Dunque all’appello mancano 2,6 miliardi. Con la Sardegna che tra le Regioni più di tutte ha subìto le sforbiciate di Stato: -43 per cento dal 2010 al 2015, al secondo posto ben distanziata con -34 per cento c’è la Sicilia, poi la Calabria e la Campania.
In questo contesto così complicato la possibilità di utilizzare 785 milioni di euro non è la soluzione del problema ma sicuramente è una vitale boccata d’ossigeno per i Comuni agonizzanti. (si. sa.)
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