La Nuova Sardegna

Verso il Congresso Regionale 

La Cgil: «Dalla parte dei più deboli»

È probabile a novembre la conferma del segretario Michele Carrus

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CAGLIARI. La Cgil ha un appuntamento decisivo: il congresso regionale del 15 e 16 novembre, ed è probabile che, in quell’occasione, l’assemblea proponga la rielezione del segretario generale uscente Michele Carrus. Ed è proprio Carrus a scrivere: «In questi mesi dalla nostra base sono emerse preoccupazioni per il lavoro che manca, la precarietà, i diritti calpestati o negati e la povertà. È un quadro di evidente incertezza del quale chi governa o chi si appresta a governare non può non tener conto». La sintesi del segretario arriva di fatti metà strada di un percorso cominciato con le assemblee nei posti di lavoro, sono state oltre mille, e destinato a proseguire con i novanta congressi territoriali e di categoria. Soprattutto però Carrus guarda, con molta attenzione, alle prossime elezioni regionali e infatti sottolinea che ancor prima delle coalizioni «è indispensabile ripartire dai territori, dalle richieste che arrivano dal basso, dal dialogo con le forze sociali». Per poi lanciare un appello alle forze politiche progressiste (sono quelle più vicine alla Cgil) che stanno decidendo come presentarsi nel 2019: «È necessario un programma che sappia cogliere prima di tutto le istanze dei cittadini e dare chiari orientamenti di prospettiva, per formare un governo stabile e autorevole, che sappia contrapporsi alla compagine che guida il Paese con metodi e contenuti rischiosi per il futuro di tutti». Soprattutto perché «è sempre più forte la preoccupazione per la deriva xenofoba e antieuropeista che caratterizza la linea del governo Conte». Per questo – è un altro passaggio del segretario della Cgil – «le priorità devono essere lavoro e inclusione sociale» e infatti «c’è un urgente bisogno di una risposta politica da sinistra all’impostazione economica e fiscale neoliberista, risposta che può essere declinata anche in chiave regionale, ma richiede una capacità di ripensare agli errori commessi nell'assumere orientamenti politici impropri e atteggiamenti altrui, dal culto demagogico del capo alla negazione del dialogo sociale, dall'attacco ai diritti e alle tutele alla sfacciata sudditanza alle logiche d'impresa». Perché, secondo Carrus, «sono questi errori ad aver causato la rottura nel rapporto con la base, che ha finito per guardare (nelle elezioni politiche) verso partiti e movimenti in cui ha immaginato di trovare proposte che rispondevano ai propri bisogni e aspettative». In sostanza per la Cgil deve ripartire proprio «dalla Sardegna deve partire invece una seria alternativa alla situazione politica attuale, ma la sinistra – conclude - non può ignorare né fare a meno del dialogo e del confronto con le forze sociali e con le grandi organizzazioni di massa dei lavoratori, che rappresentano ancora le persone e i gruppi sociali più deboli».

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