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Regione battuta: qualifica superiore ai 7 legali

Regione battuta: qualifica superiore ai 7 legali

La Corte d’appello ha riconosciuto la funzione degli avvocati interni, che ora avranno gli arretrati

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CAGLIARI. Retribuiti da sempre come semplici funzionari, i sette legali della Regione hanno vinto la causa davanti alla sezione lavoro della Corte d’Appello e l’amministrazione dovrà pagarli d’ora in poi come dirigenti di staff versando loro la differenza sugli stipendi arretrati a partire da maggio del 2007. Il collegio presieduto da Alfonso Nurcis - consiglieri Angelo Lucio Caredda e Paola Mazzeo - ha deciso a distanza di due anni dal ricorso in secondo grado presentato dagli avvocati, cui il giudice del lavoro Simonetta Lai aveva dato torto il 17 febbraio del 2016. Al centro della controversia, che ora potrebbe andare avanti in Cassazione, sono le funzioni svolte dal gruppo di avvocati, che pur essendo stati assunti come funzionari difendono ormai da molti anni l’amministrazione regionale davanti ai giudici penali, civili e amministrativi, trattando procedimenti e cause spesso di grande peso economico. In altre parole gli avvocati - Floriana Isola, Roberto Silvio Murroni, Mattia Pani, Giovanni Parisi, Alessandra Putzu, Sonia Sau, Andrea Secchi e Angela Serra, che sono stati difesi dai colleghi Carla Putzolu e Manuela Vargiu - svolgono incarichi del tutto diversi dagli altri funzionari e che non erano previsti al momento del loro ingresso nell’organico regionale, ma impegno e responsabilità maggiori non sono mai stati riconosciuti. Così, pur essendo iscritti all’elenco speciale degli avvocati pubblici, i legali di viale Trento venivano retribuiti come funzionari amministrativi. Finché, nel 2016, hanno deciso di rivolgersi al tribunale del lavoro per cercare di ottenere una busta paga adeguata al livello del loro impegno professionale. Il primo giudice del lavoro ha bocciato il ricorso, sostenendo che l’iscrizione all’albo speciale e l’abilitazione alla professione legale non sarebbe altro che una loro libera iniziativa, svincolata dagli obblighi contrattuali. Assunti come funzionari - ha sostenuto il giudice Lai, in linea con l’avvocatura di Stato - i sette avvocati dovevano fare i funzionari e incassare lo stipendio conseguente. La Corte d’Appello è stata di parere opposto e ha dato ragione ai ricorrenti: a un maggiore e costante impegno sul fronte giudiziario, nel ruolo di avvocati interni e con patrocinio anche fuori dalle sedi sarde, deve corrispondere qualifica e retribuzione adeguate. A meno che la Cassazione decida di ribaltare ancora una volta la decisione dei giudici sardi, la Regione dovrà ottemperare alla sentenza: subito gli arretrati maturati in undici anni di lavoro e dal prossimo mese lo stipendio da dirigenti di staff. (m.l)

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