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Sanità 

Riformatori e Fi: «Troppi tagli il sistema è a rischio»

CAGLIARI. Martedì, in Consiglio regionale, è all’ordine del giorno la seconda mozione di sfiducia presentata dal centrodestra contro l’assessore alla sanità Luigi Arru. La prima era stata bocciata...

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CAGLIARI. Martedì, in Consiglio regionale, è all’ordine del giorno la seconda mozione di sfiducia presentata dal centrodestra contro l’assessore alla sanità Luigi Arru. La prima era stata bocciata diversi mesi fa dall’Aula, ma stavolta quest’altro attacco è diretto soprattutto – si legge nel testo che come primo firmatario Paolo Truzzu di Fdi – «alla mancata entrata a regime della riorganizzazione degli ospedali». E in questi giorni i partiti dell’opposizione hanno ricominciato ad attaccare. Il capogruppo dei Riformatori, Attilio Dedoni, ha scritto in un comunicato che «l’Ats ha in mente di chiudere i piccoli ospedali, mentre il Consiglio regionale ha deciso che restino aperti se non potenziati, nonostante i criteri restrittivi imposti dal ministero della salute e che hanno portato alla bocciatura della stessa Rete da parte dei tecnici romani». Per aggiungere poco dopo: «Comunque, l’accentramento neanche tanto strisciante che il centrosinistra sta portando avanti non passerà e soprattutto lo bloccheremo nella prossima legislatura quando torneremo al governo della Regione. Perché i sardi – è la conclusione di Attilio Dedoni – non hanno nessuna intenzione di farsi deportare in massa verso i poli di Cagliari e Sassari solo per compiacere il manager dell’Ats Fulvio Moirano».

Per il consigliere regionale Edoardo Tocco, Forza Italia, con i risparmi imposti dall’Asl unica sono invece a rischio anche i finanziamenti per il recupero dei tossicodipendenti. «Sono politiche sbagliate – ha scritto – e non perché feriscono le persone più vulnerabili, negando loro diritti e inclusione sociale, ma paralizzano le diverse comunità per l’accoglienza che continuano a essere in prima linea». Secondo Tocco, «nell’ultimo anno è stato fissato un tetto di spesa intorno ai sette milioni. È una cifra ridicola e insufficiente a coprire le spese di tutte le strutture e quindi è alto il rischio che l’intero sistema salti per aria».

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