Arru si salva un’altra volta no alla mozione di sfiducia
Il centrosinistra compatto vota contro e il Partito dei sardi esce dall’aula Parole choc del Pds Desini su un dirigente Asl di Sassari. Opposizione all’attacco
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CAGLIARI. Tre volte su tre. L’assessore alla sanità, Luigi Arru, ha superato un’altra mozione di sfiducia in Consiglio regionale. Seppure con qualche mal di pancia nel centrosinistra e la scontata uscita dall’aula del Partito dei sardi, sempre molto critico con Arru, la maggioranza ha fatto quadrato. Come in passato intorno a chi era stato rimesso sotto attacco dall’opposizione di centrodestra. Come nelle altre occasioni, è stato il voto finale a evitare che finisse male: 49 presenti su 60, in 28 hanno votato contro la mozione, 21 a favore e un astenuto. È stata una vittoria molto più netta di quella ottenuta, mesi fa, quando a presentare la censura era stato invece un partito di maggioranza, il Pds. Allora era stata l’assenza decisiva e programmata del centrodestra ad evitargli la sconfitta. Stavolta tutto è filato liscio. Anche se il cammino verso l’obiettivo è stato tutt’altro che facile. Il primo ad attaccarlo è stato, Paolo Truzzu di Fdi, la cui firma spiccava in testa alla mozione. «Non vogliamo martirizzare l’assessore – ha detto – e neanche trovare in lui un capro espiatorio. Ma c’è un problema politico enorme: il centrosinistra ha messo in ginocchio la sanità e scontentato tutti. Noi siamo qui a denunciare il caos quotidiano».
Anche se poco dopo a fare il botto più grosso è stato Roberto Desini del Pds. Annunciato che il suo partito non avrebbe partecipato al voto, ha rivelato: «Quando tempo fa, sono stato fra primi a denunciare dai banchi della maggioranza che stava per saltare in aria tutto, sapete cos’è mi è successo? Ve lo racconto: sono stato convocato da un dirigente dell’Azienda sanitaria di Sassari, che mi ha chiesto cosa mi servisse per rientrare nei ranghi. Non l’ho raccontato finora, ma oggi lo faccio per spiegare a tutti qual è lo stato in cui è finita la sanità». Il racconto ha scatenato un putiferio e dall’opposizione hanno aggiunto: «È una notizia di reato. Indaghi la magistratura». A parte quello che potrebbe presto accadere in altri palazzi, Arru ha replicato a una valanga di contestazioni: «Con la riforma sanitaria, non abbiamo chiuso neanche un piccolo ospedale. Anzi, sono stati rinforzati ed è per questo che i tecnici del ministero hanno criticato la nostra riorganizzazione. Ma la porteremo avanti comunque, così come ha deciso il Consiglio regionale». Poi, sollecitato da Pierfranco Zanchetta dell’Upc, ha detto che «andrò subito negli ospedali occupati, a cominciare da La Maddalena, per spiegare che nessun reparto sarà ridimensionato, tanto meno chiuso, neanche il punto nascita». Ma il centrodestra, con Attilio Dedoni, Michele Cossa, Marcello Orrù, Marco Tedde, Alessandra Zedda, Gigi Rubiu, Edoardo Tocco, Giorgio Oppi e Gaetano Ledda, ha detto senza mezzi termini: «A punire non solo l’assessore ma il centrosinistra saranno gli elettori a febbraio». Pietro Cocco e Gigi Ruggeri del Pd hanno replicato: «Noi abbiamo fatto le riforme, messo a posto i conti e quando tutto sarà regime, i primi ad essere soddisfatti saranno i sardi». (ua)
Anche se poco dopo a fare il botto più grosso è stato Roberto Desini del Pds. Annunciato che il suo partito non avrebbe partecipato al voto, ha rivelato: «Quando tempo fa, sono stato fra primi a denunciare dai banchi della maggioranza che stava per saltare in aria tutto, sapete cos’è mi è successo? Ve lo racconto: sono stato convocato da un dirigente dell’Azienda sanitaria di Sassari, che mi ha chiesto cosa mi servisse per rientrare nei ranghi. Non l’ho raccontato finora, ma oggi lo faccio per spiegare a tutti qual è lo stato in cui è finita la sanità». Il racconto ha scatenato un putiferio e dall’opposizione hanno aggiunto: «È una notizia di reato. Indaghi la magistratura». A parte quello che potrebbe presto accadere in altri palazzi, Arru ha replicato a una valanga di contestazioni: «Con la riforma sanitaria, non abbiamo chiuso neanche un piccolo ospedale. Anzi, sono stati rinforzati ed è per questo che i tecnici del ministero hanno criticato la nostra riorganizzazione. Ma la porteremo avanti comunque, così come ha deciso il Consiglio regionale». Poi, sollecitato da Pierfranco Zanchetta dell’Upc, ha detto che «andrò subito negli ospedali occupati, a cominciare da La Maddalena, per spiegare che nessun reparto sarà ridimensionato, tanto meno chiuso, neanche il punto nascita». Ma il centrodestra, con Attilio Dedoni, Michele Cossa, Marcello Orrù, Marco Tedde, Alessandra Zedda, Gigi Rubiu, Edoardo Tocco, Giorgio Oppi e Gaetano Ledda, ha detto senza mezzi termini: «A punire non solo l’assessore ma il centrosinistra saranno gli elettori a febbraio». Pietro Cocco e Gigi Ruggeri del Pd hanno replicato: «Noi abbiamo fatto le riforme, messo a posto i conti e quando tutto sarà regime, i primi ad essere soddisfatti saranno i sardi». (ua)
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