Ora le dighe sarde sono di proprietà della Regione
CAGLIARI. Ora tutte e cinque le dighe sarde sono di proprietà della Regione. A gestirle sarà l’Enas, Ente acque della Sardegna, e non più l’Enel. «Il risultato – ha detto l’assessore ai Lavori...
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CAGLIARI. Ora tutte e cinque le dighe sarde sono di proprietà della Regione. A gestirle sarà l’Enas, Ente acque della Sardegna, e non più l’Enel.
«Il risultato – ha detto l’assessore ai Lavori pubblici, Edoardo Balzarini – è importante perché consentirà alla Regione di ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche invasate nei bacini artificiali dell’isola, con notevoli vantaggi soprattutto nei periodi di siccità. Inoltre consentirà di abbattere fortemente o azzerare i costi energetici sostenuti dal sistema idrico multisettoriale». Si punterà, insomma, al raggiungimento di un equilibrio costi-ricavi della gestione. «Con questa azione – ha continuato Balzarini – completiamo un’attività avviata nel 2014 per il recupero delle dighe, finora gestite da Enel». È la fine di una battaglia cominciata all’inizio della legislatura, nel 2014. Non è stato semplice portare a casa il risultato: l’Enel ha puntato i piedi, pretendeva la conferma delle concessioni fino al 2029 e poi il ricorso al Tribunale superiore delle Acque pubbliche, con la Regione obbligata a riscrivere le delibere per evitare l’ennesimo conflitto. «Oggi, finalmente – ha aggiunto Balzarini – tutti i bacini dell’isola sono gestiti da un ente unico, Enas». Soddisfatto anche l’amministratore unico di Enas, Giovanni Sistu. «L'intervento consente di disporre direttamente di risorse che in questo momento Enas veicola dopo il rilascio da parte dell'Enel. La risorsa più importante è quella del Coghinas, con una capacità di invaso di oltre 240 milioni di metri cubi. Ogni anno ne rende disponibili tra 80 e 90 milioni fondamentali per la Sardegna nord-occidentale, mentre il sistema del Flumendosa ne rende disponibili altre decine di milioni, il sistema del Taloro 80 milioni».
«Il risultato – ha detto l’assessore ai Lavori pubblici, Edoardo Balzarini – è importante perché consentirà alla Regione di ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche invasate nei bacini artificiali dell’isola, con notevoli vantaggi soprattutto nei periodi di siccità. Inoltre consentirà di abbattere fortemente o azzerare i costi energetici sostenuti dal sistema idrico multisettoriale». Si punterà, insomma, al raggiungimento di un equilibrio costi-ricavi della gestione. «Con questa azione – ha continuato Balzarini – completiamo un’attività avviata nel 2014 per il recupero delle dighe, finora gestite da Enel». È la fine di una battaglia cominciata all’inizio della legislatura, nel 2014. Non è stato semplice portare a casa il risultato: l’Enel ha puntato i piedi, pretendeva la conferma delle concessioni fino al 2029 e poi il ricorso al Tribunale superiore delle Acque pubbliche, con la Regione obbligata a riscrivere le delibere per evitare l’ennesimo conflitto. «Oggi, finalmente – ha aggiunto Balzarini – tutti i bacini dell’isola sono gestiti da un ente unico, Enas». Soddisfatto anche l’amministratore unico di Enas, Giovanni Sistu. «L'intervento consente di disporre direttamente di risorse che in questo momento Enas veicola dopo il rilascio da parte dell'Enel. La risorsa più importante è quella del Coghinas, con una capacità di invaso di oltre 240 milioni di metri cubi. Ogni anno ne rende disponibili tra 80 e 90 milioni fondamentali per la Sardegna nord-occidentale, mentre il sistema del Flumendosa ne rende disponibili altre decine di milioni, il sistema del Taloro 80 milioni».
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